30 (e lode)

Il mega ritorno di Adele è stato annunciato con la più classica delle promozioni. Che la sua musica e il suo personaggio richiamassero altre epoche non è una novità: Adele fa soul con venature pop, musica strumentale senza distorsioni o sintetizzatori per lo più, e quindi l’affidarsi a interviste classiche, in poltrone bianche e completo con la più celebre voce d’America, la stessa Oprah Winfrey che ha fatto confessare i reali inglesi dopo decenni di stelle, attrici, modelle e chiunque avesse mai provato un sentimento, è stata la scelta più tradizionale e appropriata.

30, quarto album in studio di una carriera che solo lei poteva permettersi, ha chiuso cinque anni di assenza dal panorama musicale e mentre chiunque altro ha dovuto reinventarsi per rimanere interessante, fra collaborazioni, televisione o cinema, Adele è rimasta fedele alla sua immagine. Assolutamente silenziosa quando non era ancora pronta a condividere, ora ha messo musica e parole al dolore e canta, canta di amore e divorzio. 30, onesto fino al dolore e di una purezza e coerenza che poche persone hanno nell’industria dell’intrattenimento, è tutto ciò che potevamo chiedere alla sua creatrice. Un mezzo di espressione, un compagno delle emozioni più spinose da ammettere, una voce (portentosa come sempre) a cullarci – sì, cullarci, come Adele fa con il figlio Angelo, di nove anni, a cui ha dovuto spiegare il perché della fine della sua famiglia.

Easy On Me, che già si conosceva, è bellissima, così come I Drink Wine, che dovrebbe essere il secondo singolo estratto, e ha delle parti che ricordano tanto la commistione di soul e gospel che hanno reso celebri Mariah Carey e Aretha Franklin prima. Le preferite di chi scrive sono quelle più sperimentali, la dolce ballad che chiude il disco, Love Is a Game, e la traccia che apre tutto, Strangers by Nature. To be Loved, struggente e vocalmente complessa, è la più dura da digerire, la più ritmata Oh My God, che sta facendo ottimi ascolti.

In generale tutto l’album è molto, molto ascoltato: 30 ha debuttato con 1,6 milioni di copie vendute in una settimana nel mondo, il più grande debutto di un’artista donna dal suo stesso 25 del 2015. Adele ha fatto suoi i primi posti nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in tutti i più grandi mercati del mondo e non solo: ha dimostrato il talento di cui è intrisa con uno speciale concerto andato in onda lo scorso fine novembre, con invitate/i molto speciali, tra cui Leonardo DiCaprio, Drake, Selena Gomez, Lizzo. Annunciata una residency a Las Vegas fra gennaio e aprile, Adele è ormai irraggiungibile, lassù nel pantheon di chi aveva qualcosa da dire e ha saputo come farlo.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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