Morgana- L’uomo ricco sono io – di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

<<Una volta mia madre mi disse: ” sai tesoro, un giorno dovrai sistemarti e sposare un uomo ricco” e io le ho risposto “Mamma, l’uomo ricco sono io”>>. Non c’è citazione migliore per introdurre un saggio sull’emancipazione femminile di questo famoso estratto di un’intervista fatta alla Dea del Pop Cher nel 1996, negli ultimi anni divenuto virale e fonte d’ispirazione. Soprattutto se una delle questioni fondamentali dell’analisi è l’indipendenza economica e la gestione del denaro.

Partendo dal celebre podcast prodotto da storielibere.fm, la scrittrice e opinionista sarda Michela Murgia e la collega Chiara Tagliaferri raccontano la vita e l’empowerment di dieci donne a cavallo degli ultimi tre secoli. Ho parlato di saggio perché, più che una raccolta di biografie, quello di Murgia e Tagliaferri è un libro dall’approccio metodico, conscio della complessità delle figure che va ad analizzare e mosso dalla volontà di comprenderle sotto uno stesso punto di vista. Ciò che interessa alle scrittrici è, per dirla in termini woolfiani, come abbiano fatto queste figure femminili ad avere una stanza tutta per sé e del denaro da spendere, gestire e usare per far fruttare la propria passione.

La scorrevolezza della scrittura, che sembra un prodotto di due anziché quattro mani, è resa ancora più fluido dall’utilizzo della schwa, il simbolo neutrale usato per evitare il maschile plurale sovraesteso che anche chi vi scrive preferisce e usa sempre: un atto di coraggio da parte di Murgia e Tagliaferri, che paga assai, dimostrando la fragilità delle arringhe di chi vorrebbe la schwa come difficile o inceppante. Il loro è un libro di donne in grado davvero di ispirare, sia dal punto di vista stilistico che dei contenuti. Studiano le grandi capacità emozionali ed empatiche di Oprah Winfrey, la prima donna afroamericana a diventare multimiliardaria e capace di superare anni di abusi sessuali e povertà con un carisma e una forza d’animo insuperabili. Scevrano l’immagine pubblica di Beyoncé, che ha fatto dell’empowerment al femminile, della cultura afroamericana e del proprio vissuto di donna tradita un mezzo attraverso cui esprimersi nella propria arte. Ci fanno scoprire figure un po’ più nascoste, come Chiara Lubich, suora laica madre dell’ecumenismo che puntava alla ricerca dei contatti fra le varie religioni e utilizzava la comunione dei beni.

Le figure più controverse, come quelle di Asia Argento e Angela Merkel, non sono prive di obiettività nella loro definizione, con un’attenzione al background storico e personale che dimostra la passione alla base del progetto. Morgana è come un luogo, un museo di esempi e modelli e uno strumento di riflessione su come la società tarpa le ali delle donne, restringe il loro campo d’azione, e su come queste riescano lo stesso a emergere e allargare la fetta per tutte le donne che verranno dopo.

Nota a margine: l’unico punto dolente di questo lodevole progetto è l’inserimento e la parziale assunzione della scrittrice britannica Joanne Rowling. A onor del vero Murgia e Tagliaferri spiegano perfettamente e accuratamente le posizioni discriminanti della Rowling e se ne distaccano fermamente, ma se proprio dobbiamo cercare una morgana romanziera Joanne il suo posto lo ha perso, e sono in tante a poterlo prendere.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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