Venezia 78: rinascita

Il Festival del Cinema di Venezia, giunto alla sua 78esima edizione, è stato uno dei più grandi avvenimenti cinematografici degli ultimi anni. Per il numero di star attratte da tutto il mondo sul red carpet e la qualità dei film proposti, Venezia 78 ha battuto la concorrenza dei grandi festival della settima arte (Cannes e Berlino) riuscendo a riaccendere l’enorme passione sopita nel pubblico. Dopo un anno difficilissimo per il cinema, il grande schermo si è ripreso il centro della scena, dimostrando che la sua dimensione di spettacolarità e collettività non può essere riprodotta dall’imperante sistema streaming.

Fra il 1° e l’11 settembre il Lido ha dato lustro alla città sull’acqua: apertasi con la proiezione dell’ultimo capolavoro di Pedro Almodovar, Madres Paralelas, la mostra ha fatto il colpaccio con Dune, il kolossal sci-fi di Denis Villenueve, presente a Venezia insieme al suo all-star cast: Timothee Chalamet, Zendaya, Josh Brolin, Rebecca Ferguson e Oscar Isaac. Isaac presente anche per la proiezione della miniserie Scene da un matrimonio con Jessica Chastain, altra star in passerella.

La volta di Spencer è stata particolarmente attesa: Kristen Stewart si è presentata con il regista cileno Pablo Larraìn, già celebre per Jackie. Se Madres Paralelas e Dune avevano strappato almeno cinque minuti di standing ovation, Spencer, ritratto del momento più critico di Lady Diana, non è stato da meno, accolto con estremo calore sia per le scelte di regia di Larraìn che per la performance sorprendente dell’ex star di Twilight.

Tra i grandi film internazionali hanno brillato The Lost Daughter, esordio alla regia dell’attrice Maggie Gyllenghaal, con Olivia Colman e Dakota Johnson, e The power of the dog, diretto dalla grande Jane Campion, che ha anche presentato il Leone d’oro alla carriera a Roberto Benigni. Il comico, attore, sceneggiatore e regista toscano, ha commosso ritirando un premio più che meritato dopo oltre quarant’anni di carriera. Meritato anche il Leone d’oro alla grande figlia d’arte Jamie Lee Curtis, a Venezia per la presentazione fuori concorso di Halloween Kills. La strada di Lee, iniziata proprio con il primo capitolo di Halloween nel 1978, è stata costellata di successi sia nell’horror che nella commedia, nel cinema come nella televisione.

Presentato fuori concorso anche il kolossal storico The Last Duel, diretto da Ridley Scott e scritto e interpretato da Matt Damon e Ben Affleck, entrambi presenti a Venezia, nonostante la scena sia stata loro rubata dalla meravigliosa Jennifer Lopez. Il film, che racconta le vicende successive all’accusa di stupro di una donna interpretata da Jodie Cormer, si preannuncia interessante e comprende nel suo cast anche Adam Driver.

Ha strappato applausi l’ultima opera di Paolo Sorrentino, È stata la mano di Dio, trascinata da un giovanissimo protagonista, Filippo Scotti, vincitore del Premio Marcello Mastroianni al Miglior giovane attore. Autobiografico, lirico e visualmente splendido, il nono film del regista ha vinto il Gran Premio della Giuria, confermandosi come uno dei più attesi progetti dell’anno.

Preziosissimo il trionfo di 12 settimane, il film francese sull’aborto tratto dal romanzo di Annie Ernaux, sia per il tema affrontato che per la regia al femminile, con Audrie Diwan che è stata la seconda donna a vincere un festival quest’anno dopo Julia Ducurnau e il suo Titane a Cannes.

Premio alla Miglior Regia per Jane Campion, la neozelandese tra le poche ad aver ottenuto la Palma d’oro a Cannes in carriera, alla Miglior Sceneggiatura a Maggie Gyllenhaal, per il suo lavoro di adattamento da La figlia perduta di Elena Ferrante, e Coppa Volpi alla Miglior Attrice alla splendida Penelope Cruz, sempre più in odore di nomination agli Oscar 2022.

Un Festival di enormi qualità, almeno sulla carta, per i nomi citati, per le carriere sbocciate, per il grande impatto mediatico che queste star hanno nell’industria dell’intrattenimento. Con questa Mostra Venezia ha contribuito a rivitalizzare il cinema come evento da esperire in prima persona, come istituzione e come condivisione e ha posto l’accento su storie di donne, dalla maternità all’aborto, dalla crescita individuale alla lotta contro la violenza di genere.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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