L’evento – di Annie Ernaux

A volte lavorare in sottrazione aiuta: L’evento, romanzo auto-biografico di Annie Ernaux, è un esempio di scrittura quasi spersonalizzata, come neutra, iper-realistica. Sembra un controsenso, dal momento che questo breve scritto è narrato in prima persona da colei che ha vissuto ogni singolo evento raccontato, eppure è così. Annie Ernaux, leggenda vivente classe 1940, ottiene un potenziamento della reazione emotiva del suo pubblico limitandosi a esporre uno dei momenti più difficili della sua vita con assoluta trasparenza e dovizia di dettagli. Le emozioni, le sensazioni, le paure ci sono tutte, ma è come se l’istanza narratrice si tenesse un passo distante dalla se stessa di trentacinque anni prima.

“Può darsi che un racconto come questo provochi irritazione, o repulsione, che sia tacciato di cattivo gusto. Aver vissuto una cosa, qualsiasi cosa, conferisce il diritto inalienabile di scriverla. Non ci sono verità inferiori. E se non andassi fino in fondo nel riferire questa esperienza contribuirei a oscurare la realtà delle donne, schierandomi dalla parte della dominazione maschile del mondo”

Annie Ernaux, L’evento – L’orma Editore

La Ernaux è una studentessa universitaria ventitreenne quando scopre di essere rimasta incinta. Siamo in Francia, nel 1963, e l’aborto è ancora illegale, lo rimarrà per altri dodici anni. Tra il febbraio e l’ottobre del 1999, Annie Ernaux è una scrittrice affermata e tradotta, e ripercorre le tappe di un percorso compiuto in solitaria, una strada impervia per cui usare l’espressione “vita o morte” non è assolutamente enfatizzare. Costretta a nascondere la gravidanza, lasciata a se stessa dai dottori, guardata con curiosità morbosa dai pochi confidenti, Annie Ernaux è una e mille voci, e usa la sua esperienza personale come amplificatore di centinaia di migliaia di donne che nella storia (e anche oggi, ieri, domani) hanno vissuto l’aborto, il pericolo, la violenza dell’isolamento forzato, la sensazione di essere imprigionate, la volontà di riprendersi il proprio corpo, il proprio destino.

Erano anni che non leggevo un libro così bello, non mi resta che consigliarvelo. Se vivere una cosa dà il diritto a scriverla, allora vi scrivo che L’evento (da cui è stato tratto il film Leone d’oro a Venezia, 12 settimane) è stato come l’epifania di Eveline in Dubliners, e ogni illuminazione ha sempre un prima e un dopo. Essere luce di un nuovo punto di vista è tutto ciò che possiamo chiedere a un libro. Annie Ernaux è uno dei fari- dei miei, perlomeno.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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