Sophia Loren in cinque grandi prove d’attrice

Sophia Loren è quella che si chiama una leggenda vivente: appartiene a un’altra epoca eppure continua a essere influente e attuale. Ultima diva del cinema classico hollywoodiano, ha saputo crearsi una carriera senza eguali, legandosi allo star system californiano, emergendo nella commedia all’italiana e continuando a brillare nel gran cinema d’autore italiano anni Sessanta e Settanta. Icona di stile e bellezza, immagine senza tempo di un popolo, quello napoletano, povero e carico di vita, compie oggi ottantasette anni.

La lunga vita artistica di Sophia le ha permesso di resistere nel tempo, senza soccombere alla sua immagine divistica: dai primi ruoli importanti in film come Africa sotto i mari (1953) e L’oro di Napoli (1954) alla splendida performance ne La vita davanti a sé (2020), uscito lo scorso novembre, passano quasi settant’anni di cambiamenti artistici e non solo. Da sempre legata alla parte della maggiorata, la bella popolana un po’ truffaldina ma dal cuore d’oro, Sophia è stata collega di Totò (Miseria e Nobiltà-1954), compagna di schermo di Marcello Mastroianni (da Peccato che sia una canaglia-1954 a Pret a porter-1994) e musa di Vittorio de Sica, che l’ha diretta in otto film tra cui è impossibile non citare il capolavoro La ciociara (1960).

Le sue collaborazioni si estendono però molto oltre, tra le più riuscite quelle con la grande regista premio Oscar Lina Wertmuller (Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova-1978, Sabato domenica e lunedì-1990), con i grandi divi d’oltreoceano Cary Grant (Houseboat-1958), Gregory Peck (Arabesque-1966), Clark Gable (La baia di Napoli-1960), Richard Burton (Il viaggio-1974) e Marlon Brando (La contessa di Hong Kong-1967), ma anche con il figlio regista Edoardo Ponti, con cui ha proposto un adattamento del monologo di Jean Cocteau La voce umana (2014) in napoletano.

Una regina fra le regine, la cui grande bellezza e sensualità non possono oscurare il vero motivo di affezione del grande pubblico nei suoi confronti: un talento performativo senza eguali nel panorama italiano. Per onorarne la capacità unica di creare una connessione con i suoi (splendidi) personaggi e con tutt& coloro che hanno sognato con le sue storie, ecco cinque grandi prove d’attrice da vedere ( o ri-vedere) della nostra Sophia:

Ieri, oggi, domani – 1963

Una sceneggiatura in tre atti, un solo regista e una coppia affiatata. Marcello Mastroianni e la Loren danno vita a una commedia italiana dai risvolti amari. Sophia forgia una popolana napoletana che, povera e ricercata, evita il carcere rimanendo continuamente incinta, finché questo sistema non logora il rapporto col marito. La seconda figura di donna è la borghese del Nord che millanta insofferenza per le tradizioni della propria classe mentre la terza, forse quella più riuscita, è una prostituta di Roma che si affeziona a un cliente (Mastroianni) mentre fa rinsavire un giovane prete che ha perso la testa per lei.

Una giornata particolare – 1977

In un raro esempio di neorealismo dislocato temporalmente, Sophia Loren interpreta una madre e moglie di famiglia nell’Italia fascista degli anni Trenta. Convinta fascista, la donna entra in crisi grazie all’incontro con un intellettuale omosessuale, solo ed emarginato dal regime. Tutto è puro piacere per gli occhi in Una giornata particolare, dalla regia di Scola alla fotografia seppia, dai costumi alla scenografia spoglia, fino alla performance di Loren e Mastroianni, chiamate a eseguire una profonda caratterizzazione dei propri personaggi fra dolori, attimi di gioia e crisi di identità.

La vita davanti a sé – 2020

Attraverso scorci di rara bellezza, il film scritto e diretto da Ponti assume un valore superiore rispetto alla sceneggiatura, che non riesce del tutto a rendere la potenza e la complessità del soggetto di Gary. Il resto lo fa Sophia, che pittura con gli occhi il lento declino di un’anziana sopravvissuta all’olocausto nell’Alzheimer, disegnandone anche il progressivo attaccamento allo scontroso orfano che ha salvato.

Matrimonio all’italiana – 1964

Creato da Eduardo de Filippo, il personaggio di Filumena Marturano è uno dei migliori mai visti fra teatro e cinema. Una donna in divenire, che passa dall’innocenza e l’amore alla disillusione e al pragmatismo, intrecciando in un montaggio alternato con flashback non completivi gioia, dolore, risentimento, amore di madre, passionalità. La Filumena di Sophia è un’eroina e una vittima, un personaggio comico (soprattutto nell’apertura “recitata”) e drammatico, una persona vera e proprio per questo siamo trascinate dalla sua parte.

La ciociara – 1960

Riconosciuta come una delle più grandi performance recitative di sempre dalla maggioranza critica internazionale, la prova della Loren ne La ciociara, capolavoro neorealista di De Sica tratto dal romanzo di Alberto Moravia, è commovente, straziante e soprattutto riflette la complessità della situazione che vive. In guerra non ci sono buoni, solo vittime,e Cesira ne è l’esempio migliore. Un Oscar, a volte, non significa nulla. In questo caso sì : significa riconoscere che un personaggio prima solo di carta ha sangue, cuore e lacrime.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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