Le 100 persone più influenti al mondo secondo Time: le artiste

Come ogni settembre, la storica e famosa rivista inglese Time ha stilato la sua lista delle cento persone più influenti del mondo nel corso degli ultimi dodici mesi. Divise in Icone, Pioniere, Titane, Artiste e Innovatrici, e cento persone hanno contribuito a ridefinire la società in cui viviamo attraverso la politica, l’attivismo, la scrittura, la creazione di nuovi mezzi e sistemi.

Per influenza, credo che Time intenda proprio questo: la capacità di guidare, ispirare ed esprimere le volontà e i valori della grande maggioranza della popolazione mondiale: per questo è possibile trovare personaggi controversi (o anche solo negativi, si pensi a Trump, ospite fisso) oltre che modelli positivi. La lista completa la trovate sul sito ufficiale del Time, qui sotto invece riporto le artiste citate dal magazine, coloro che più hanno ispirato chi scrive:

Icone

Britney Spears è prima di tutto una sopravvissuta: lo scrive per il Time la sua amica Paris Hilton, lo scrivo io qui. Il coraggio di denunciare il trattamento a cui è stata sottoposta negli ultimi tredici anni è stato premiato da un’ondata di sostegno da ogni angolo del mondo. Dopo aver contribuito a crescere una generazione con la sua musica, da tre anni Britney combatte una battaglia legale contro il padre, Jamie Spears, che controlla le sue finanze e la obbliga a sottoporsi a test psichiatrici, a non sposarsi, non avere figli/e (ha una spirale impiantata nell’utero contro la sua volontà). La sua onestà ha aiutato molte persone, ma prima di tutto lei stessa e sembra che la sua scelta di esporsi sia stata premiata: Jamie Spears sta per cedere sulla conservatorship e Britney si è ufficialmente fidanzata con Sam Ashgari, compagno da cinque anni.

Dolly Parton è una leggenda vivente, ma più di tutto è la dimostrazione che l’amore, per se stesse, per le altre persone, per la vita, non ha età. Ageism è la parola inglese per descrivere la discriminazione in base all’età, uno dei tanti paletti imposti dalla società per definire ciò che è accettabile e ciò che non lo è. La lotta di Dolly all’ageism non è nemmeno tale, perché raramente la vedrete arrabbiata o infastidita o insicura: Dolly è “la fata madrina di tutte noi” come scrive la sua nipote adottiva Miley Cyrus per il Time. Una scrittrice di testi divenuti celebri al di là di confini generazionali e culturali, una cantante che ha fatto la storia del Country, la fondatrice di un’associazione che dona libri a milioni di bambini fino al compimento del sesto anno di età, la finanziatrice del vaccino Moderna contro il Covid-19. Dolly è sempre attuale.

Pioniere

Billie Eilish è la pioniera nel vero senso della parola: è la prima della sua generazione ad averne esposto i traumi, le insicurezze e le gioie. Cantando sentimenti repressi, restando umile nonostante un successo quasi senza eguali, Billie è l’adolescente la cui tristezza è sincera, ma superata, la giovane donna che si è rifiutata di incasellarsi in uno stile e che ha finalmente detto: non è una mia responsabilità. Non è responsabilità di questa generazione il sessismo, il body-shaming di cui lei stessa è stata vittima, la mancanza di accettazione della diversità. Billie ha rappresentato un punto di rottura tra un prima in cui il retaggio della conservazione era ancora forte e il dopo, ancora tutto da scrivere da coloro che, a vent’anni appena, hanno già le dee chiare.

Titane

Fino a un anno fa non conoscevo Youn Yuh Jung, non solo lei come attrice, ma proprio la cinematografia asiatica mi era per lo più sconosciuta. Viviamo così immersə nella cultura occidentale che ci scordiamo che esiste una storia millenaria che ha segnato il mondo artistico e continua a produrre nuove opere per miliardi di persone: Parasite di Bong Joo-hon prima e Minari di Lee Isac Yung hanno aperto gli occhi dell’Ovest alle incredibili opere d’arte del cinema d’autore sudcoreano. In Minari, film sulla vita negli Stati Uniti di una famiglia sudcoreana e sulla fragilità del sogno americano, Jung interpreta una nonna atipica, e la sua relazione con il piccolo nipote è centrale nello sviluppo del film e degli altri personaggi. Jung è commovente, ma più di tutto è realistica: non c’è niente che sia esagerato nella sua recitazione, niente che sia superfluo. Come per il piccolo Alan S.Kim, Jung si è pesa la responsabilità di farci vedere il lato più nascosto, e più bello, della vita.

Artistə

Kate Winslet compare soprattutto in virtù della sua grande performance in Mare of Easttown, per cui è in gara agli Emmy Awards di domenica, ma il suo contributo è stato quello di continuare a insistere sull’imperfezione e la difficoltà, nel corso di una carriera lunga quasi tre decenni. Chloe Zhao è stata solo la seconda regista donna vincitrice di un Oscar alla Miglior Regia, ma più che sul record è bene far attenzione al talento di questa geniale regista, che ha creato quasi da sola Nomadland, uno dei film più lirici e visualmente intriganti dell’anno. Sceneggiatrice, montatrice e produttrice, Zhao sta per tornare come co-scrittrice e director di Eternals il kolossal Marvel dal cast stellare, spingendo sempre più in là i confini di genere e etnia.

Scarlett Johansson merita la nomination anche solo per Black Widow, il tanto atteso film in cui dà finalmente un passato alla sua eroina dell’universo Marvel. La sua Natasha Romanoff è un esempio di intelligenza, indipendenza, simpatia e grandi doti atletiche, che la affianca a Angelina Jolie e Charlize Theron nel parterre di attrici che hanno ridefinito l’action movie togliendo la prerogativa agli uomini. Dopo Storia di un matrimonio e Jojo Rabbit poi, è chiaro che è lei la star della sua generazione.

Per chiudere, non si può non citare Lil Nas X, il giovanissimo rapper che ha fatto coming out l’anno scorso come gay e da allora ha imbevuto di queerness la sua arte. Sfidando i confini dell’espressione di genere, rivendicando la propria sessualità e la manifestazione di essa come parte integrante della sua musica, Lil Nas X ha creato uno spazio sicuro e di rappresentazione e identificazione che finora era mancato a* teenager LGBTQ. Il fatto che stia riscuotendo un così grande successo commerciale non fa che sperare bene: un paletto per volta, tutti i cancelli saranno aperti. Tutte queste persone hanno contribuito a farlo, sfruttando una grande piattaforma non solo per la propria causa.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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