Cruella – di Craig Gillespie

Non è un live action, non un remake, è un prequel solo parzialmente ispirato all’iconica figura di Crudelia DeMon, la spietata villain de La Carica dei 101. Cruella è un film denso, ricco di umorismo, dramma, colpi di scena, con uno stile assolutamente distintivo e una colonna sonora martellante.

La trama

Ambientato prevalentemente nella Londra degli anni Settanta, il film ripercorre le vicende di Estella (Emma Stone), dall’infanzia come outsider battagliera e originale, alla giovinezza come orfana appassionata di moda. Tutto cambia quando, con la classica chiamata dell’eroina, la baronessa von Hellman (Emma Thompson) nota le capacità di Estella e la sceglie come collaboratrice della lussuosa casa di moda Liberty.

Inizia così a definirsi l’intreccio, perché Estella si rende conto che la baronessa è la responsabile della morte della madre e organizza, in gran stile, la sua vendetta, dando vita al suo crudele alter ego, Cruella appunto. Aiutata dai compagni di vita Jasper e Horace, piccolo criminali e migliori amici, e da Artie, proprietario di una boutique, Cruella si impegnerà a recuperare un cimelio della madre e ad adombrare, con i suoi abiti scandalosamente futuristici, la baronessa.

Regia, musica e (breathtaking) costumi

La macchina da presa di Gillespie è estremamente mobile, si sposta continuamente, soprattutto per andare incontro alle due protagoniste, con movimenti in avanti della dolly che danno dinamicità al tutto. Seguendo la strada di una messa in scena che riporti l’attenzione sulla narrazione, Gillespie e il suo team creano un ambiente di lavoro gerarchico, in cui la baronessa possa tenere sotto controllo l’intero parterre di artistə dall’alto. I costumi, spettacolari, sono curati dalla geniale Jenny Beavan (Camera con vista, Casa Howard, Gosford Park, Un té con Mussolini) e alternano abiti da sera raffinati e classici, come quelli della baronessa, a invenzioni strabilianti, come l’abito di immondizia di Cruella.

La moda, dopotutto, è un’altra grande protagonista di questo film, con l’internato di Estella che ricorda tanto quello di Andy Sachs ne Il Diavolo veste Prada, con l’incontentabile, egocentrica, severissima baronessa che tanto richiama la spietata Miranda Priestly di Meryl Streep.

Moda, dicevamo, e musica. Con una azzeccatissima scelta di brani, la colonna sonora include tutto il rock anni Settanta, che contestualizza il giogo narrativo e allo stesso tempo trascina il pubblico nell’universo emotivo, distruttivo, vendicativo, solipsista, geniale di Cruella. Ci sono Nina Simone, i Rolling Stones, Blondie, i Clash e anche, nell’edizione italiana, i Maneskin.

Il cast all star

In moltə hanno criticato Cruella per la sua protagonista, definita molto slegata dal personaggio originale e il film come pretestuoso e non effettivamente esaustivo. Vero: la Cruella di Emma Stone sembra molto lontana dalla folle e sofisticata Crudelia di Glenn Close (che compare come produttrice esecutiva di questo film), ma possiamo lamentarcene? Il team di sceneggiatori e sceneggiatrici ha dato vita a un personaggio che ha una storia, una motivazione per la sua rabbia, e una strepitosa, lasciatemi ripetere stre-pi-to-sa Emma Stone ha tratteggiato una giovane donna ambiziosa, calcolatrice ma allo stesso tempo istintiva, talentuosa e folle quanto giustamente arrabbiata. Il casting, dopotutto, è ciò che dà il quid in più a Cruella, con Emma Thompson che è la perfetta esibizione di freddezza e anaffettività e i supporter caratteristici ben calati nella parte: Joel Fry è alto e dinoccolato come Jasper, Paul Hauser (Tonya, Richard Jewell, Da 5 Blood) goffo e buono come Horace e John McCrea splendida icona queer nel ruolo di Artie.

Non fatela arrabbiare, recuperatevi Cruella (oggi disponibile su Disney+ dopo aver racimolato 222 milioni di dollari al cinema).

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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