Ventotto volte Ariana

Che percorso ha fatto Ariana Grande? Da stellina di uno show televisivo a giovanissima popstar emergente, nell’arco degli ultimi otto anni e spiccioli ha conquistato il mondo intero. Tuttavia, qui, non si parla, solo, di fama, di successo, di record: si parla di cuore. Si è ancorata alle nostre emozioni con la sua onestà, con la sua crescente sincerità, con un’umiltà senza eguali nel suo campo, mantenendo sempre quello sguardo trasognato di una ragazzina a cui hanno aperto le porte del suo sogno. Perché Ariana ha ancora la giocosità e la dolcezza della giovinezza, ma è cresciuta tanto, così tanto da diventare la voce e il modello di una generazione.

Una generazione che si sta avvicinando sempre di più all’uguaglianza, o perlomeno ci sta provando: si parla di diritti mai completamente riconosciuti, di manifestazioni e battaglie, di confessioni e di un inno alla gentilezza verso cui tant* si stanno muovendo. Ariana, in piazza per il Black Lives Matter e il Gun Control, parte della comunità LGBTQ+, femminista intersezionale e attenta alla salute mentale, è un esempio dei suoi tempi. Ariana che ha dato voce alla cura, al dolore e nuovamente alla cura: sweetener, thank u, next, positions, tre album sulla guarigione dal trauma, sul dolore della perdita, sulla gioia dell’amore, prima di tutto verso se stessa.

Sbocciata, come una rosa, ha catturato l’attenzione con la sua voce meravigliosa, prima, con i suoi look camp (le ponytail chilometriche, i body, i tacchi alti metri, i felponi oversize) poi, quindi con la schiettezza e l’empatia delle sue parole. I can’t fake another smile, dice, I can be needy, ammette, I’d love to see me from your point of view, intona con il timbro di un angelo. Tre dischi in tre anni, singoli iconici, dall’emancipazione di 7 rings alla scioltezza con cui fraseggia sul sesso in 34+35, con il femminismo pop di God Is a Woman e la traccia sulla resilienza breathing, e poi le collaborazioni.

Lady Gaga, Demi Lovato, The Weeknd, Doja Cat e Megan Thee Stallion, Missy Elliott, Miley Cyrus e Lana del Rey, Nicki Minaj, Madonna, Iggy Azalea, Zedd, Mariah Carey e Jennifer Hudson: ha cantato con l’intero mondo musicale d’Occidente Ariana, creando tracce memorabili, momenti di grande tenerezza, unione di geni artistici, come in Rain On Me e nella recente Save Your Tears.

A ventotto anni, Ariana Grande ha già fatto suoi decine di risultati storici, dai 100 milioni di dischi venduti ai due Grammy vinti, dalla benedizione ottenuta da leggende come Patti Labelle, Aretha Franklin e Barbra Streisand al titolo di artista più ascoltata di sempre sulle piattaforme streaming. Una ragazza che è già leggenda, la cantante dalla voce più bella al mondo. Per me è stata una compagna di viaggio, una valvola di sfogo, un conforto e un inno alla gioia. L’unico modo per festeggiarla che ho trovato è stato disseminare di perle un po’ nascoste questo articolo, perché è solo con la sua voce e con le sue parole che Ariana, davvero, si può capire, apprezzare, fare un pochino nostra, lei che, davvero, è la nostra generazione in musica.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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