Liberate Britney Spears

“Mi hanno sbattuta in un istituto mentale togliendomi tutti i beni, telefono, carte di credito, passaporto. Lavoravo 7 giorni su 7 e in California l’unica cosa che si avvicina a questo tipo di sfruttamento è il traffico sessuale”

Come un fiume in piena, nella notte italiana Britney Spears ha abbattuto i confini del silenzio e delle mezze verità facendo valere la propria voce. Presentatasi online in una delle udienze attraverso le quali da ormai due anni sta cercando di porre fine alla conservatorship che suo padre Jamie e il di lui entourage mantengono dal 2008, Britney ha rivelato una realtà ancora più tremenda da ascoltare di quanto si potesse immaginare.

“Quando mi hanno costretta ad assumere Litio, sei infermiere venivano a casa mia tutti i giorni a monitorarmi e assicurarsi che io lo assumessi”

La storia dei grossi problemi avuti dalla Spears fra il 2007 e il 2008 è ormai nota alla grande maggioranza del pubblico mainstream: dopo aver conquistato un enorme successo, stressata dall’invadenza dei paparazzi, dal fallimento del proprio matrimonio, dai ritmi impostigli dal suo team e dalle due, quasi consecutive, gravidanze, Britney è crollata. I mesi in terapia e rehab e la diagnosi di disturbo bipolare, anziché portarle l’aiuto e il sostegno della famiglia, l’hanno resa bersaglio facile del padre-padrone, che ne ha preso in custodia tutti i beni e ha deciso tutto per lei per tredici, lunghissimi, anni: tutte le sue conoscenze dovevano essere approvate da Jamie, il suo patrimonio è stato gestito da lui, che l’ha costretta a esibirsi in tre tour mondiali e svariate residency a Las Vegas anche quando aveva la febbre alta.

“Mi è stato detto di non potermi sposare e avere figli durante la tutela. Ho una spirale nell’utero che non mi permette di avere figli. Voglio rimuoverla e provare ad averne uno”

Sfruttata, costretta a assumere psicofarmaci, mandata in terapia alla mercé dei paparazzi, è stata obbligata a fare X Factor, presentandosi in pubblico assente a causa dei medicinali. Britney, la dolce principessa del pop che con il suo candore, la sua bravura, le sue indimenticabili canzoni ha fatto ballare, divertire e sognare diverse generazioni di fan, non ha diritti: è stata costretta alla schiavitù. Adesso, dopo anni di abusi psicologici e fisici, dopo claustrofobia e depressione indotte dai trattamenti invasivi a cui è stata sottoposta, dopo essere stata trattata come una macchina da soldi, ha detto la sua verità.

Il coraggio dimostrato da Britney Spears è, ancora una volta, un esempio della forza straordinaria di una donna che ha cercato con tutte le forze di essere felice. Come lei tantissime persone sono costrette dai loro tutori legali a vivere una vita su cui non hanno controllo, come lei tantissime persone mentalmente fragili o in un periodo difficile hanno subito abusi volti, anziché a guarirli, a distruggerli; ma lei non si è arresa, e può star certa che adesso che il mondo sa, nessuno lascerà impuniti coloro che hanno costretto all’orrore una persona innocente.

Oltre alle tante manifestazioni di supporto in piazze e davanti ai tribunali, Britney Spears ha creato un’onda mediatica clamlrosa, con oltre un milione di tweet in un giorno e servizi sui TG anche in Italia. L’appello è uno, e non può non essere ascoltato: liberate Britney.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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