Buon compleanno Meryl – 7: Julie & Julia

La cuoca e scrittrice di cucina Julia Child (1912-2004)

La voce di Julia Child, che sale alta e si abbassa, che aumenta di volume e poi cade bruscamente, è solo una delle chiavi nella trasposizione di una delle donne più celebri dei fornelli. Julia Child ha insegnato all’America a cucinare e a mangiare, dice Julie Powell nel film diretto da Nora Ephron, Julie & Julia, tratto dal libro della stessa Powell. Intreccio di due vite, di due donne appassionate di cucina, Julie & Julia è una commedia deliziosa almeno quanto le decine di ricette che propone. Tanta di questa luce, di questo dolce cammino nella scoperta del proprio valore di due donne distanziate da quattro decenni, deriva dalla scrittura della Ephron e dal montaggio alternato di Richard Marks: il resto lo fa Meryl Streep.

Come l’anno scorso, in occasione del compleanno della gigantesca Meryl, la più grande attrice vivente, eccomi tornare con sette ruoli interpretati alla perfezione dalla Streep. Settantadue anni il prossimo ventidue giugno, Meryl ha recitato in più di sessanta film per il cinema, per la televisione, oltre a deliziare Broadway: capite che non ci si deve sforzare molto per trovare parti eccezionali nel suo repertorio. Julia Child, la famosa cuoca vissuta fra il 1912 e il 2004, è un po’ la ciliegina sulla torta della carriera di Meryl. Subito dopo aver dato alla luce la incontenibile Donna Sherydan e l’inflessibile Sorella Alosyus, nel 2009 Meryl ricrea per il grande uno dei più celebri personaggi del piccolo schermo.

La sua Julia, esuberante e determinata, vuol essere di più di una casalinga, e si mette d’impegno nel divenire una grande cuoca, non senza incontrare prove più o meno stressanti, diventando un modello per chiunque desideri veramente far avverare il proprio sogno.

“Ormai sono finiti i superlativi con cui descrivere la Streep, e dire che si sia superata da sola significa dare per certo che lo farà di nuovo”

The New York Times

Così una donna spesso allegra e ricca di umorismo e ottimismo, eppure fragile e incerta, diventa un’eroina. Julie Powell trova in lei una ispirazione, un’anima a cui rivolgersi fra frustrazioni e problemi personali e professionali. La Julia di Meryl ha una gamma di espressioni tutte sue, come fosse una persona vera e propria, e forse il pregio più grande della sua performance è quella di risultare tanto distaccata da tutte le altre streepiane.

Aggiungendo una controparte brava come Amy Adams, e due spalle d’eccezione, Stanley Tucci nel ruolo del marito e Jane Lynch in quello della sorella della Child, questo racconto di formazione assume un sapore ancora più gustoso. Come tutte le grandi storie prende un’eroina, la mette di fronte alla vita, le dà sogni e speranze, le mostra tutto ciò che deve affrontare e la vede trionfare. Ecco, se volessimo trovare una pecca, la carriera di Meryl Streep non potrebbe essere descritta come un buon film: in un buon film i punti di debolezza e fragilità ci devono essere, nella carriera di questa divinità della settima arte, mancano.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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