Sotto accusa – La piaga dello stupro è frutto della società non femminista

La sera del diciotto aprile 1987 la giovane Sarah Tobias viene stuprata da tre uomini in un locale. Le sue braccia sono bloccate, la bocca tenuta chiusa, e tanti altri uomini incitano i tre. Quando denuncia l’accaduto, Sarah, sostenuta dell’avvocatessa Kathryn Murphy, si trova a dover fronteggiare un muro di omertà, colpevolizzazione della vittima e misoginia, proseguo di un incubo iniziato il diciotto aprile. Questa è la sinossi e l’inizio di Sotto accusa, film del 1988 che con estremo realismo mostra tutte le criticità, le complessità e il dolore che una situazione del genere comporta.

Sotto accusa è un film non importante, ma fondamentale, prezioso, da salvaguardare e da far vedere. Come scritto alla fine del film, ogni sei minuti negli Stati Uniti viene denunciato uno stupro. Uno ogni sei minuti. La sceneggiatura curata da Tom Toper ha dato al cinema mainstream la prima sequenza di uno stupro realistico, traumatizzante e che soprattutto denuncia lo stupro come arma politica, come fenomeno non solo di disumanità personale, ma anche come risultato di una mentalità alimentata dalla misoginia, l’oggettivazione della donna e la volontà di sopraffazione. C’è tanto di ciò di più mostruoso al mondo in questo film, non è facile guardare, non è facile trattenere la rabbia, la nausea, la commozione, non si può tenere fuori un sentimento di devastante paura guardando Sotto Accusa.

Ancora oggi nei casi di molestie sessuali e stupri anziché chiudere in prigione per sempre l’uomo si mette in dubbio la parola della donna. No, non importa come fosse vestita, se avesse bevuto o se stesse ballando con il suo violentatore. Niente di tutto questo conta, conta solo il fatto che la nostra società insegna all’uomo che tutto è in suo diritto, e lascia che la donna debba vivere nel terrore.

“Questa performance non ha solo ottenuto un Oscar. Ha avuto accesso ai cuori di ogni donna che abbia dovuto subire l’orrore dello stupro e la continua ingiustizia di combattere contro il pregiudizio e un sistema legale fondato dal patriarcato.”

Keeva Stratton – rescu

Sotto Accusa è una testimonianza, dà valore alle voci delle vittime e soprattutto denuncia attivamente tutte le falle del sistema giudiziario. Jodie Foster è al di là dell’umana bravura nella parte di Sarah Tobias, il suo Oscar non basta a rendere l’idea del range di emozioni e della credibilità che ha dimostrato, spalleggiata da Kelly McGillis nel ruolo di Kathryn Murphy. Vorrei chiudere questo articolo con le parole che la Foster ha usato nel suo discorso di accettazione dell’Oscar :”la crudeltà è umana ed è un fattore culturale, ma non per questo deve essere ritenuta accettabile, ed è di questo che questo film parla”.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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