Tanti auguri Cher, : l’icona attivista dagli anni Novanta a oggi

File:Cher in 2019 cropped.jpg - Wikimedia Commons

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Oggi, all’età di settantacinque anni, guardandosi indietro Cher potrà dire di aver segnato più di tantə altrə gli ultimi sei decenni. Se potessimo sintetizzare il fantastico mondo dello spettacolo in un problema, si potrebbe paragonare alla fase dorata della vita di Siddharta: Hollywood non vuole anzianə, disabilità, comunità queer o minoranze etniche. Bene, se un singolo non può cambiare il mondo, può certamente aiutare a trasformarlo. Così Cher, che abbiamo visto passare dal pop-folk alla televisione fino al cinema, negli anni Novanta inizia quel percorso che la porterà a essere, spesso al di là del suo ruolo di stella multimediale, un’icona senza tempo.

“Tu hai detto che gli uomini non sono una necessità” “Come i dessert- voglio dire, io adoro gli uomini, sono fantastici, ma non hai davvero bisogno di loro per sopravvivere. Un giorno mia madre mi disse <<Sai tesoro, un giorno dovresti sistemarti e sposare un uomo ricco>> e io le ho detto <<Mamma, io sono un uomo ricco>>”

Con queste parole, tratte da un’intervista televisiva del 1996, si può ben capire l’impatto che ha avuto nel femminismo popolare: da quando ha rifiutato le etichette che la ritenevano non seria per le sue scelte stilistiche fino al momento in cui ha rivendicato la propria libertà sessuale ed estetica, Cher ha sempre dimostrato di essere una donna indipendente, contraria a ogni pregiudizio, e mai incline a piegarsi al volere altrui, specialmente quello maschile. Di particolare rilevanza è il film dello stesso 1996, Tre vite allo specchio, un ritratto in tre parti dell’aborto visto da tre donne a distanza di ventidue anni, nel 1952, 1974 e 1996. Cher ha fortemente voluto questo progetto, prendendo parte al delicato soggetto come attrice e regista del terzo capitolo e producendo il tutto. Il film, intelligente e complesso, apre gli occhi sulle difficoltà psicologiche, fisiche e pratiche collegate all’aborto e soprattutto ne rivendica il diritto coinvolgendo emotivamente chi lo guarda.

Di questo periodo è anche l’attivismo per la comunità LGBTQ+. Quando scoprì che il figlio Chaz era omosessuale, diede di matto. Poi, comprendendo il suo errore, si fece promotrice dei diritti della comunità queer molto più di quanto non fosse già prima, venendo premiata anche ai GLAAD Awards (Gay & Lesbian Alliance Against Defametion), e sostenendo lo stesso Chaz nel suo percorso di transizione F to M. Se poi servissero altri motivi per innamorarsi follemente di questa leggenda, basta aprire Twitter e leggersi i cinguettii in maiuscolo contro Donald Trump, la sua ostentata xenofobia e tutti i danni che la sua amministrazione ha compiuto nei confronti delle minoranze.

“Andiamo, pronuncia quelle lettere [LGBTQ ndr] come se le avesse appena imparate! La mia gente non crederà a quello che dice!”

Cher sulle dichiarazioni di protezione della comunità queer dell’ex presidente USA Trump

Come se non bastasse, gli ultimi tre decenni hanno dato modo all’armena più famosa del mondo di regalare alcuni dei momenti più iconici della storia dell’intrattenimento: dall’album Believe, quello del singolo inventore dell’auto-tune, a Closer To The Truth Cher è diventata la regina della dance, ha dato il via a un faraonico tour d’addio durato tre anni fra il 2002 e il 2005, si è esibita seminuda con una parrucca enorme ai Billboard Music Awards 2017, all’età di settantuno anni, ricevendo il premio di Icona. E poi il ruolo di Tess, la capa del club in Burlseque, il film camp/cult con Christina Aguilera, quello di Ruby, la biondissima madre di Donna Sherydan (Meryl Streep) in Mamma Mia! Here We Go Again, il mega tour iniziato nel 2018 e costretto a stopparsi lo scorso anno causa pandemia. E ancora, le canzoni d’autrice, le splendide Walking In Memphis, One by One, Song for the Lonely (per le vittime dell’11 settembre), My Love, Woman’s World.

Prima over settanta a incassare oltre 100 milioni di dollari con un tour, già icona prima che Madonna esordisse e ancora leggenda vivente ai tempi di Billie Eilish, Cher sta per lanciare il documentario in cui è ripreso il percorso che ha fatto per salvare “l’elefante più solo della Terra” e ha oggi annunciato che la Universal sta lavorando al suo biopic. Lunga vita alla Regina.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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