La trilogia della città di K – Agota Kristof

La trilogia della città di K è brutale. Con l’asciuttezza e la schiettezza propria di una narratrice che lascia completamente il posto ai propri personaggi, Agota Kristof serve una storia in tre parti con tre punti di vista diversi e altrettanto forti. La città di K è una cittadina di un paese dell’Est, vessata prima da una grande Guerra e quindi costretta a vivere separata dal resto del mondo da un regime autoritario. Senza la necessità di parlare apertamente dell’Unione Sovietica, di Guerra Fredda e di repressione totalitaria, la Kristof lascia i contorni sfocati, i paesi innominati , per permettere a chi legge di concentrarsi su ciò che è scritto. Perché la mini-storia dentro la macro-storia del mondo, in questo caso, è un fulcro narrativo ben più potente.

Ci sono due gemelli indivisibili lasciati dalla andare a vivere con una Nonna , detta Strega da tutte le persone di K, aggressiva e sboccata. I gemelli si temprano con ogni sorta di esercizio e autolesionismo per arrivare a essere del tutto indipendenti e insofferenti, la Nonna invecchia, i compagni di viaggio non possono stare al passo con i gemelli, ma : c’è un ma. Ci sono i gemelli, c’è la loro intoccabile relazione, ci sono i bulli e le vicine povere, c’è la guerra, ma c’è anche un quaderno. Il Grande Quaderno.

La Kristof inserisce la scrittura per aiutarci a capire quanto sia facile (per una maestra come lei) rendere indistinguibile vero e falso, menzogna e verità. Agota ci dice che l’identità è fragile, che l’arte in quanto rappresentazione è finzione e che niente e tutto in questa storia è vero. Tutto potrebbe essere stato deformato, ma le ammissioni di colpevolezza non sono mai risolutive. E allora?

E allora non vi resta che tuffarvi in tre racconti che formano un grande romanzo (il mio nell’edizione Einaudi del 2014) in cui la prosa è ambigue e lo stile chiaro e realistico, e innamorarvi di un’autrice capace di usare una sintassi sempre diversa, di narrare in tre persone differenti mantenendo inalterate le voci e la psicologia dei propri personaggi, che sono affascinanti, complessi, che fanno esperienze fuori dal comune e che imparano presto che la vita è un grande casino.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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