I David di Donatello: la festa del cinema nel segno di Sophia Loren

Foto da Open

Una cornice splendida, invitate e invitati illustri, red carpet e momenti di grandissima emozione: la sessantaseiesima edizione dei David di Donatello, i più importanti riconoscimenti del cinema italiano, si sono svolti la sera di ieri, undici maggio, fra trionfi più o meno inaspettati. Presentati da un Carlo Conti che rischia più volte di abbassare il livello della serata, i David hanno avuto il merito di saper rendere onore a una serie di film veramente splendidi, lasciando a bocca asciutta quello che, a parer di chi scrive, è il migliore: Le sorelle Macaluso di Emma Dante.

Ad aprire le danze con uno splendido live di Io sì è Laura Pausini, brava ed emozionante ma scippata del premio alla Miglior Canzone da Checco Zalone, un po’ la nota dolente della cerimonia. Proseguendo in una scaletta non particolarmente sensata, i David premiano Matilda De Angelis, la giovane attrice resa celebre da The Undoing con Nicole Kidman, come Miglior attrice non protagonista per L’isola delle rose, per poi tristemente consegnare la statuetta al Miglior documentario a Mi chiamo Francesco Totti, elogio spropositato fino alla retorica del campione di calcio. Triste anchd vedere Pietro Castellitto pieno di riconoscimenti e tempo sul palco nonostante i gravi commenti al limite della misoginia, Castellitto per altro pessimo Totti in Speravo di morì prima, altro veicolo marchettaro per il calcio e il calciatore.

Ma non ci sono solo lati dolenti: Volevo nascondermi, sulla vita del pittore Ligabue, manca alla mia lista, ma dal soggetto e dalla scene mostrate sembra di grande qualità. Premiato con ben sette David, tra i quali quelli al Miglior attore protagonista, un trasformista Elio Germano, al quarto David, alla Miglior Regia e al Miglior Film.

Tre premi per il meraviglioso Miss Marx, storia della figlia del padre del comunismo, vincitore per la Miglior Produzione, la Miglior colonna sonora, meritatissima e di un rock scatenato, e i Migliori Costumi. Miss Marx candidato anche al Miglior Film e alla Miglior Regia, nella persona di Susanna Nicchiarelli: un’altra donna, la bravissima Emma Dante, è stata candidata come Miglior Regista, per quella storia corale al femminile di famiglia, morte, speranze e disillusioni che è Le sorelle Macaluso. Purtroppo nessun premio per Dante, così come per lo straniante Favolacce dei fratelli d’Innocenzo.

Miglior trucco a Hammamet, meritato, capace di trasformare un ottimo Favino nell’anziano Craxi. Emozionante il discorso tenuto dalla piccola Emma, la figlia di Mattia Torre, che ritira il premio alla Miglior Sceneggiatura Originale vinta dal padre per Figli.

Il culmine dei David arriva però ben prima della fine: quando la leggendaria Sophia Loren, icona vivente del cinema italiano, vince la statuetta come Miglior Attrice Protagonista, il settimo premio competitivo e l’undicesimo complessivo di una carriera ineguagliabile e destinata a rimanere tale. Emozionata, elegantissima in blu, la splendida Sophia ha detto di aver voglia di una storia sempre più bella, perché senza cinema io non posso vivere, assolutamente. Un momento di rara emozione che è la punta di un diamante imperfetto, e tuttavia estremamente emozionante.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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