Mariah sempre di più🦋

Mariah Carey. | I took this photo of Mariah Carey leaving th… | Flickr

Not more than three short years ago

I was abandoned and alone

Without a penny to my name

So very young and so afraid

No proper shoes upon my feet

Sometimes I couldn’t even eat

I often cried myself to sleep

But still I had to keep on going

Never knowing if I could take it

If I would make it through the night

I held on to my faith

I struggled and I prayed

And now I’ve found my way

Come scrivere con leggerezza di Mariah Carey, dopo aver letto questi versi? Mariah che è una diva, la Regina del Natale, una di quelle che portano gli occhiali da sole anche al chiuso, un soggetto perfetto per un articolo scintillante, ironico, camp. Ma no, non si può, Mariah è questo ma anche molto di più. Se la gente sapesse quanto della sua vita ha messo nelle canzoni, il modo in cui ha creato musica con una cura, un’attenzione e un amore per la propria arte non indifferenti, allora ridarebbe a questa diva decaduta il giusto valore. Mariah è stata davvero una diciottenne a NYC, con lavori sottopagati, una stanza in un appartamento sovraffollato, un solo paio di scarpe e sogni grandi.

Per questo ho scelto Make it happen come apertura: c’è molta autobiografia nella scrittura, Mariah non è un’eccezione. Tante delle sue canzoni sono personali al punto da non nascondere nulla delle reali esperienze vissute dalla popstar. Quindi sì, luci, trucco, spacchi in vestiti di pailettes, un’iconicità ottenuta a suon di uscite clamorosamente oltre ogni limite, ma soprattutto talento, quello di catturare un istante, un’emozione, una sensazione fisica o interiore con un pezzo, un’armonia, un melisma di sottofondo. Hero viene dalla penna di Mariah, così come la ballad My All, che tutto ha dell’intimo e parla di una relazione finita eppure è divenuta una hit dal successo mondiale. Mariah ha tutti i lati, quello onirico, si pensi a Vision of Love, quello brillante e autoironico, come nel gioiellino Heartbreaker, lo shade pesante nella eterna Obsessed, quello dolce e maturo di Always Be My Baby e quello festivo, che la rende nota a chiunque abbia accesso a uno stereo, Spotify o un giradischi, si veda All I Want For Christmas Is You.

Mariah Carey, signore e signori, ha segnato e anche un po’ rivoluzionato lo scenario musicale negli anni Novanta. Pensate a come ha saputo fondere l’R&B all’hip-hop e al pop, collaborando con rapper come Jay Z e Lauryn Hill, con la regina Whitney Houston e anche con Ariana Grande. Di stagione in stagione ha sempre mantenuto la stessa qualità, declinando l’amore in tante forme diverse, con la sua voce impressionante, che arriva più in alto di chiunque altro abbia potuto anche solo immaginare. I Still Believe, Without You, Emotions con quella serie di acuti uno più alto dell’altro, e ancora Touch My Body, Beautiful, la recente Save The Day: un repertorio impressionante, che ha un fiore nell’occhiello nella resilienza della sua cantante.

Ostracizzata e boicottata, nel 2001 Mariah andò incontro a uno dei più colossali flop commerciali di sempre, rilasciando un album ignorato e recitando in quello che è passato agli annali come uno dei peggiori film di sempre, Glitter. Per anni l’aura dorata della straordinaria vocalist di origini venezuelane è scomparsa, ma poi, d’improvviso il pop, il gospel e l’hip-hop si sono fusi in una scintillante confezione per dar vita a The Emancipation Of Mimi, l’album più venduto del 2005, l’album della ballad per eccellenza, We Belong Together, della trascendente Fly Like a Bird, di It’s Like That e Shake It Of. Adesso si gode i suoi trecento milioni di patrimonio nelle ville con i gemelli, il fidanzato e un po’ di serenità e rispetto, ma non è di certo “Quella del Natale“. Si chiama Mariah, ha regalato più che preso e conserva quella voce unica che fa venire i brividi ora come trenta e più anni fa.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: