Orchidea Bionda – l’esordio di Marilyn

Su YouTube in lingua originale, introvabile in italiano perché all’epoca ebbe una diffusione molto limitata, Orchidea Bionda (Ladies of the Chorus) è un adorabile film romantico, breve e leggero, uscito nelle sale statunitensi nel dicembre del 1948. Prodotto dalla 20th Century Fox, Orchidea Bionda è la storia di una reginetta di burlesque che si esibisce con la giovane madre e rapisce il cuore di un giovane benestante. La loro unione però è messa in difficoltà dal giudizio della madre e degli amici dell’uomo, che potrebbero non approvare la ragazza come sposa.

File:Portrait of young Marilyn Monroe, black and white.jpg - Wikimedia  Commons
Una foto di Marilyn usata nel film

Orchidea Bionda si presenta con modestia, un film chiaramente di basso costo, con scenografie semplici, pochi attori e attrici, tanti buoni sentimenti. L’arco della protagonista, che passa dall’essere una ragazzina sottoposta alla madre e corista all’essere la stella dello show e un’amante indipendente, non è male. Nel complesso è un film romantico con tanto di doppio filo, con la storia della madre che si replica ai suoi occhi nelle sue paure per la figlia; dimenticabile senza dubbio, non fosse che è stato il film di debutto da protagonista di quella che è diventata la più grande star del cinema di tutti i tempi, Marilyn Monroe.

Messa sotto contratto per la prima volta nel 1946, Marilyn era stata licenziata dalla Fox per poi essere ripresa, chiamata a parti mute o di una manciata di secondi in film di second’ordine, almeno fino a Orchidea Bionda. Nel 1948 Marilyn aveva appena ventidue anni, era già splendida, e per la prima volta poteva recitare, cavandosela egregiamente nel ruolo di un personaggio dolce, una ragazzina apparentemente insicura, in realtà molto focalizzata sui propri obiettivi. Forse la sceneggiatura pecca nel costruire Peggy Martin priva di conflitti che possano dare tensione al film, affidando le preoccupazioni a personaggi esterni, come la madre, interpretata da tale Adele Jergsen, appena nove anni più anziana, personaggio che ha vissuto il trauma dell’abbandono e non vuole che si ripeta per la figlia.

Fatto sta che il film scorre via senza grandi tensioni, ma neanche noia, in meno di un’ora, con Marilyn chiamata anche a cantare due pezzi e esibirsi in tacchi e vestiti scintillanti, alla prima prova di quella che sarà una delle più folgoranti carriere di attrice di sempre. Un must-see per i/le fan irriducibili e per chi abbia voglia di qualcosa vecchio stampo, leggero, con un messaggio (possiamo dire all’avanguardia per i tempi e il contesto?) e decentemente recitato.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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