Grammy 2021

Che spettacolo. Nella notte italiana, mentre l’Europa dormiva, negli Stati Uniti sono andati in scena i 63esimi Grammy Awards, la cerimonia di premiazione del meglio della musica anglofona 2020. Un’edizione particolare, la prima post-pandemia, senza una grande folla, ma con grandi, strepitose performance. I Grammy, accusati (giustamente) di corruzione e favoritismi da nomi noti come The Weeknd e Zayn Malik, hanno regalato comunque uno show come non lo si vedeva da mesi, regalando premi alla maggior parte delle stelle degli ultimi quindici mesi.

Ad aprire le danze è stato Harry Styles, che ha incantato con Watermelon Sugar in completo di latex nero e boa di struzzo verde. La celebre hit è stata premiata come Miglior interpretazione Pop solista, regalando a Harry il suo primo, meritatissimo, Grammy. Per il resto, serata dominata dalle donne splendide dell’industria discografica, a partire da Billie Eilish, che ha cantato Everything I Wanted col fratello produttore e co-autore Finneas, vincendo due grammofoni d’oro, per la Miglior Canzone scritta per un Film, grazie a No Time To Die, colonna sonora di Bond25, e per la Registrazione dell’anno. Billie, 19 anni e già quaranta milioni di dischi venduti al mondo, ha dimostrato una grande umiltà, dedicando praticamente tutto il suo discorso a sostenere che Megan Thee Stallion avrebbe meritato il premio per la sua Savage.

Megan Thee fra le protagoniste assolute della serata. La rapper 26enne ha strappato due riconoscimenti per la Miglior canzone e Performance Rap con la divina Beyoncé proprio per Savage, hit capace di raggiungere la numero 1 in America la scorsa primavera. Vincitrice di un terzo Grammy alla Miglior Artista Esordiente, Megan si è esibita in un medley di Body e Savage e ha accompagnato Cardi B nella loro collaborazione WAP (recentemente certificata cinque volte platino negli States). Cardi B che è stata il solito concentrato di fierezza, sensualità e forza nella doppia esibizione di Up e WAP, l’ultima addirittura su un gigantesco letto rosa.

Dicevamo di Beyoncé: la più nominata artista della serata (9 candidature) ha vinto, oltre ai due trofei con la Thee Stallion, un Grammy alla Miglior Canzone R&B per l’inno antirazzista Black Parade e uno, meritatissimo, al Miglior Video, per Brown Skin Girl, diviso con la figlia Blue Ivy, 9 anni appena. Bey, emozionata e bellissima in nero, ha così battuto ogni record: con 28 Grammy vinti in carriera è diventata la cantante più premiata di sempre nella storia del premio, ricevendo ovazioni da Styles, dal marito Jay Z e dalla reginetta Taylor Swift.

Taylor elegantissima in floreale, grande trionfatrice della serata. Vincitrice del premio più ambito, quello per l’Album dell’anno grazie allo splendido Folklore, Taylor è diventata l’artista donna con il maggior numero di vittorie nella categoria, ben tre dopo Fearless nel 2010 e 1989 nel 2016. La Swift, applaudita dalle amiche della band country HAIM, con cui ha collaborato in Evermore, ha cantato cardigan, august e willow, tre delle migliori tracce dei suoi ultimi due dischi. Inutile dirlo: come riesce a creare atmosfera e aspettativa la Swift, nessuno mai.

Le performance non hanno deluso: bene anche quella di Dynamite della k-pop boy band BTS, con un grande Bruno Mars che ha ricalcato il palcoscenico con Leave The Door Open, classico pezzo R&B anni ’70/’80. La migliore però resta una Dua Lipa mozzafiato, esibitasi sulle note di Levitating e Don’t Start Now in un look all-pink e poi premiata per il Miglior Album Pop grazie allo splendido best seller Future Nostalgia, proprio questa settimana certificato platino negli States. Ma le vittorie delle reginette pop non si fermano qui, con il duo spettacolare formato da Lady Gaga e Ariana Grande premiato per la Miglior Collaborazione Pop grazie alla splendida Rain On Me. Gaga, in Italia per girare House Of Gucci, è stata festeggiata da Ariana in un lungo post con finale italiano.

H.E.R. cantautrice e cantante R&B, ha vinto il premio alla Miglior Canzone per I CAN’T BREATH, pezzo che dà voce alle proteste del Black Lives Matter e in particolare all’urlo disperato di George Floyd, brutalmente assassinato dalla polizia stelle e strisce lo scorso anno. Premiata anche l’eterna Dolly Parton, che ha ricevuto l’undicesimo Grammy della sua carriera per la Collaborazione Christian There Was Jesus. Miglior Album Latin Pop a Bad Bunny, con Doja Cat rimasta a bocca asciutta.

Un’edizione quanto mai ricca di musica, belle canzoni, grande intimità fra gli artisti e le artiste presenti e una serie di meritati riconoscimenti.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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