Tempo di premi, nel bene e nel male

Ci siamo, il momento della verità dista una manciata di giorni: lunedì 15 marzo alle 14 ora italiana Prianka Chopra e Nick Jonas annunceranno le candidature ai premi Oscar 2021. La 93esima edizione dei più prestigiosi riconoscimenti statunitensi è stata a lungo attesa, ma non arriva sola. Nelle scorse settimane, dopo i Golden Globes del 28 febbraio, anche i Critics’ Choice Awards hanno annunciato le loro vincitrici, con i BAFTA che hanno comunicato le candidature per la cerimonia del prossimo 11 aprile. Ma non è solo il meglio del cinema a ricevere attenzione in questo approssimarsi di primavera: i Razzie Awards hanno scelto le nominations per i peggior prodotti artistici dell’anno. Andiamo con ordine.

L’8 marzo i Critics’ Choice hanno dato conferme rispetto a quanto affermato dalla critica nei mesi precedenti. Nomadland è stato premiato come Miglior Film e Miglior Fotografia, con la sua regista e produttrice Chloe Zhao premiata come Miglior Regia e Miglior sceneggiatura non originale. Grande vittoria per Emerald Fennell, che ha ottenuto la statuetta alla Miglior sceneggiatura originale per l’attesissimo Una donna promettente, con l’acclamata bulgara Maria Bakalova Miglior attrice non protagonista per Borat e Daniel Kaluuya Miglior attore non protagonista, seconda vittoria dopo i Golden Globes. Doppietta anche per il compianto Chadwick Boseman, con il suo Ma Rainey’s Black Bottom premiato per i Costumi e per il Trucco. Miglior attrice Carey Mulligan, candidata ai Globes e ai SAG Awards per il suo ruolo in Una donna promettente, con Zendaya che è stata premiata con il #SeeHerAward, riconoscimento speciale da unire alla sua nomination per Malcolm & Marie.

Sorprendono invece i BAFTA, che lasciano fuori tanti dei favoriti. Gli Oscar Inglesi hanno candidato sì Nomadland e Il processo ai Chicago 7 come miglior film, ma hanno comunque dato spazio a Radha Blank, Bukky Bakray e Alfre Woodward nella categoria Miglior Attrice Protagonista e a Jasmina Zbanic come Miglior Regia. Fra le conferme la presenza nel ramo recitazione di Vanessa Kirby, Frances McDormand, Daniel Kaluuya, Leslie Odom Jr e Maria Bakalova, in quello della sceneggiatura Emerald Fennell, Aaron Sorkin e Chloe Zhao. In totale 6 candidature per Nomadland e Una donna promettente, 4 per The Mauritarian con Jodie Foster e 5 per Minari.

Quest’anno invece giusti come non mai sono stati i Razzie Awards, che hanno giustamente stroncato alcuni dei peggiori film della scorsa stagione, a partire dal soft porno 365 giorni, film che rasenta l’adorazione della violenza sessuale, candidato come Peggior Film, Peggior Attore all’italiano Michele Morrone e Peggior Attrice, per arrivare al film scritto, diretto e musicato dalla cantautrice australiana Sia, Music. Accusato di aver rappresentato in modo caricaturale e offensivo le persone autistiche (su Daydream On a Bookshelf trovate un’analisi quanto mai importante), è stato nominato come Peggior Film ed è valso alla protetta di Sia, la ballerina Maddie Zeigler, una nomination come Peggior attrice non protagonista. Tra coloro candidati alla Peggior Regia spicca Ron Howard per quella pesata di Elegia Americana, mentre l’unica candidatura stonata è quella di Glenn Close come Peggior Attrice per lo stesso film. La Close, in odore di nomination agli Oscar, è stata candidata ai Golden Globes come Miglior attrice non protagonista ed è a dire il vero il lato migliore del film.

Cosa dire quindi? Resta lo sconforto di non aver avuto ancora la possibilità di vedere tanti di questi film, resta la nostalgia dei cinema aperti, del teatro, dell’ambiente di comunità che unisce chiunque vada a fruire della settima arte. Nel frattempo possiamo aspettare e sperare, fiducios@ che tante splendide nuove uscite si uniranno a quelle da recuperare. Per quanto riguarda la corsa agli Oscar, in programma il prossimo 25 aprile, non si hanno certezze: un po’ di imprevedibilità aiuta sicuramente a smuovere le cose. Nomadland, Mank (su Netflix), Una donna promettente, Minari, Il processo ai Chicago 7 (su Netflix), The Father, Soul (Disney +), Judas and the Black Messiah, Quella notte a Miami (PrimeVideo), Ma Rainey’s Black Bottom (Netflix) sono i principali indiziati, con Da 5 Blood (su Netflix, di Spike Lee) e The Mauritanian come outsider.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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