Improvvisamente l’estate scorsa

Quando il trio di interpreti eccezionali converge nelle scene più intense, Improvvisamente l’estate scorsa diventa quasi insopportabile. Come guardare il sole: la luce è splendida ma la vista non sostenibile. Come ogni grande storia che si rispetti, il dramma del geniale Tennessee Williams si costruisce su temi spinosi, e, specificità della sua scrittura, su reticenze, incomunicabilità, segreti, con un clima di malessere che esplode più e più volte fino all’eruzione del climax.

I tre protagonisti sono un eccellente chirurgo, John Cuckrowicz, una ricchissima vedova che ha da poco perso il figlio a cui era strettamente legata, Violet, e la nipote di quest’ultima, ricoverata a forza in un ospedale psichiatrico perché considerata instabile, Catharine. Sebastian, figlio di Violet, è l’ultimo, prezioso, personaggio che aleggia come un fantasma che va via prendendo corpo col passare del tempo, e il progressivo dispiegamento di ciò che è successo improvvisamente, l’estate scorsa.

Un dramma teatrale che gioca con il non detto per creare un’ironia drammatica efficace, adattato al cinema con grande cura dei particolari, a partire dalla giungla casalinga di Violet, che richiama scenari biblico-primigeni che bene si collegano alla relazione quasi incestuosa e soffocante fra madre e figlio. Il tema dell’omosessualità, sempre centrale nelle opere di Williams e puntualmente censurato, almeno in parte, nella trasposizione a causa del Codice Hayes del 1934, qui esce con forza nella figura di Sebastian, costretto da un silenzioso patto con la madre alla castità che sfocia in rapporti sessuali nascosti con ragazzi particolarmente bisognosi di denaro.

La finezza psicologica di Williams dà corpo a una donna volutamente cieca, che resta in equilibrio fino a quando riesce a tenere nascosta la verità di cui è già a conoscenza, e a una ragazza la cui anima è stata lacerata dall’esperienza traumatica della fine di un amore non corrisposto, di una violenza che trova sfogo in un paesaggio accecante da allucinazione. Che i volti delle protagoniste siano quelli di Katharine Hepburn e Elizabeth Taylor è la punta di diamante su un soggetto da brividi, con tutta l’ultima scena di rivelazione, in un crescendo di intensità, che si trasforma in un tour de force per la Taylor. Entrambe le stelle furono candidate ai premi Oscar e Elizabeth vinse il Golden Globe, con Montgomery Clift, altro celebre attore e grande amico della Taylor, a chiudere un cast difficilmente equiparabile.

Di sicuro non è un film facilmente digeribile, e probabilmente la censura ha tolto potenza e chiarezza, ma Improvvisamente l’estate scorsa è un capolavoro anni cinquanta in tutti gli aspetti del cinema.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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