Golden Globes 2021 – Jane Fonda ispiratrice e tutte le vincitrici

Jane Fonda avrebbe meritato un premio anche solo per il suo discorso: “Portiamo avanti senza paura la diversità, in passato abbiamo marciato, è di nuovo ora”. Attivista da decenni, ambientalista convinta (il suo libro Salviamo il nostro futuro!, uscito lo scorso ottobre, ne è l’ultima prova), antirazzista e femminista dagli anni Settanta, pacifista al punto da essere presa di mira per la sua opposizione alla Guerra del Vietnam, Jane ha portato avanti mille battaglie, in parallelo alla sua sessantennale carriera cinematografica. A 83 anni ha dimostrato che non si deve mai smettere di combattere per se stesse e per le altre: il Cecil B. DeMille alla carriera, il suo settimo Globes, è stato più che meritato, e uno dei momenti più alti della serata.

Serata che ha visto tante sorprese e un generale clima straniante, con le candidate e i candidati a casa in collegamento internet e le presentatrici dal vivo fra Beverly Hills e New York. Proprio le due conduttrici, Tina Fey e Amy Poheler, hanno aperto la cerimonia con un duetto a distanza brillante, satirico e divertente, assistite nel corso della serata da ospiti d’eccezione: a presentare le varie categorie spazio infatti a stelle del calibro di Margot Robbie, Elle Fanning, Jamie Lee Curtis e Joaquin Phoenix. Tanti i volti noti collegati a distanza, dalla bellissima Nicole Kidman con la famiglia alla regista Regina King, da Hugh Grant a Lily Collins, da Gary Oldman a una splendida Viola Davis, fino alla leggendaria Glenn Close.

Se nel ramo televisivo ci sono state per lo più conferme, con il trionfo di The Crown premiato con quattro globi d’oro e quello de La regina degli scacchi, con la lanciatissima Anya Taylor Joy vincitrice del premio come Miglior attrice in una miniserie, per quanto riguarda il cinema i risultati hanno sovvertito le aspettative. Il prestigioso riconoscimento alla Miglior attrice in un film drammatico (per capirci, tredici volte negli ultimi vent’anni chi ha vinto questo premio ha poi ottenuto l’Oscar) è andato infatti a Andra Day, cantante e attrice premiata per Billie Holiday e capace di superare Davis, Mulligan, Kirby e McDormand. Stessa sorpresa per la Miglior attrice non protagonista, con la grandissima Jodie Foster premiata per The Mauritanian: le favorite Glenn Close, Amanda Seyfried e Olivia Colman a bocca asciutta. Per il resto, vittorie più prevedibili per Sacha Baron Cohen e Chadwick Boseman, Miglior attori in una commedia e in un film drammatico, e Daniel Kaluya, premiato per l’atteso Judas e il Messia nero. Rosamund Pike ha invece superato Michelle Pfeiffer e Maria Bakalova nella categoria Miglior attrice in una commedia, grazie a I Care a Lot, in cui recita nel ruolo di una sfruttatrice di anziani in difficoltà, a fianco di Dianne Wiest.

Grande momento storico la premiazione di Chloe Zhao come Miglior Regista, seconda donna premiata nella storia del premio dopo Barbra Streisand (vittoriosa nel 1984 per Yentl). Zhao, sceneggiatrice, produttrice e montatrice, che ha fatto doppietta, con il Leone d’Oro Nomadland premiato come Miglior Film Drammatico. Miglior Commedia Borat Subsequent Movie, con Aaron Sorkin vincitore del premio alla Miglior sceneggiatura grazie al Processo dei Chicago 7. Vuoto assoluto per i super-candidati Promising Young Woman e Mank, con la splendida Io Sì premiata come Miglior Canzone Originale, tratta dalla produzione italiana La vita davanti a sé. Si tratta della seconda vittoria per Dianne Warren e della prima per Laura Pausini, prima donna italiana a vincere il premio. Dulcis in fondo, l’acclamato Minari ha vinto il premio al Miglior film straniero.

Che dire quindi? Tante le incertezze in un anno, quello che da marzo scorso si porta dietro una pandemia alienante, che si preannuncia ricco di momenti inaspettati persino nella corsa ai premi. I prossimi sono i Critics’ Choice, l’8 marzo, poi dovremo aspettare aprile per gli Screen Actor Guild Award, i BAFTA e gli Academy Awards, attendendo che tanti di questi, all’apparenza interessantissimi progetti, possano raggiungere le sale (speremus) o anche solo le piattaforme italiane.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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