La lunga estate calda

SnappyGoat.com - Free Public Domain Images - SnappyGoat.com- paul-newman -joanne-woodward-actors-393866.jpg

Se amate i film anni cinquanta colorati con il Technicolor (che chi scrive ama profondamente) e prodotti dalla MGM, La lunga estate calda sposa gran parte delle vostre richieste. Resiste quasi fino alla fine, la sceneggiatura si delinea con autoconsapevolezza e buone intenzioni proprio fino al climax, poi nel tentativo di far finire tutto nel migliore dei modi si sciupa.

L’estate calda è quella che vede Ben Quick, agricoltore bello e sfacciato, arrivare a turbare l’equilibrio di una cittadina in cui spadroneggia il ricchissimo Varner, sessantenne corpulento e patriarcale che disprezza il figlio Jodi e pretende che sua figlia Clara si sposi. Varner vede in Ben un pretendente perfetto, ma Clara non è d’accordo: d’altra parte lo stesso Vagner cerca di evitare il matrimonio con l’amante di lunga data Minnie.

La rivendicazione di un’esistenza che valga al di là del matrimonio è il punto fondamentale dell’arco esistenziale di Clara, che si difende con la dignità di un gran personaggio molto vicino alle rivendicazioni femministe con un decennio di anticipo. Varner è l’antagonista perfetto, odioso da ogni punto di vista : padre-padrone che rovina i figli e capitalista incallito che vede nei nipoti la propagazione del proprio marchio. Il celebre Orson Welles, che aveva quarantadue anni ma ne dimostrava una ventina di più, è la faccia e il corpo di Varner, con Ben Quick interpretato dal bellissimo Paul Newman e una convincente Joanne Woodward come Clara. Caratterista sempre pronta a ruoli secondari diversi, Angela Lansbury è Minnie, con Jodi vero tallone d’Achille dello script. Complessato nei confronti del padre, arriva a minacciarne la vita per poi redimersi pochi secondi dopo, in uno di quei rimaneggiamenti da soap-opera che abbassano il tono anziché smorzarlo.

Sono proprio questi repentini cambiamenti che mi hanno reso scettico nei confronti di questo melodramma romantico, un film ben confezionato con due stelle del cinema, tanto apprezzabile quanto disprezzabile. Più bellezza visiva che intrigo nell’intreccio, più potere dello star sistem che talento creativo, con una punta di misoginia impossibile da mandare giù. La nota finale però va lasciata a Paul Newman (che proprio durante le riprese si sposò con la Woodward), affascinante e credibile, intrigante seppur costretto nelle spoglie di un personaggio con cui è difficile empatizzare fino in fondo, vuoi per la backstory tirata fuori all’ultimo, vuoi per la convinzione da maschio alfa che Clara ricambierà il suo interesse. La vecchia Hollywood.

Paul Newman 1925-2008 | Paul Newman, rest in peace. | Flickr

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

3 pensieri riguardo “La lunga estate calda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: