Critics’ Choice Awards 2021

Il terzetto si è chiuso: nell’arco di una settimana sono state annunciate le candidature ai Golden Globes, ai SAGA e ai Critics’ Choice Awards, i tre più importanti premi cinematografici statunitensi dopo gli Oscar. In attesa dell’8 marzo, quando verranno annunciate le nominations ai BAFTA, il meglio del cinema anglofono del 2020 è stato scelto dai maggiori esperti del settore. I Critics’ Choice, in particolare, riflettono l’idea di cinema della critica, degli studiosi e studiose che hanno nell’ osservazione e nel discernimento i loro compiti principali.

I film migliori lo sono forse in modo universale: tutti e tre questi premi hanno riconosciuto la bellezza e la particolarità di alcuni dei più celebrati prodotti della stagione. Ecco così che Mank, Nomadland, Minari, News of the World, Quella notte a Miami, Ma Rainey’s Black Bottom e Promising Young Woman sono stati inseriti nella lista dei Migliori Film, così come Da 5 Blood di Spike Lee, finalmente notato. Conferme su conferme anche nelle categorie Miglior attore protagonista e Miglior attrice protagonista, con i soliti Chadwick Boseman, Anthony Hopkins, Gary Oldman e Riz Ahmed a cui si aggiungono il grande Tom Hanks di News of the World e Ben Affleck per The Way Back, da me ignorato fino a oggi, e le acclamate Viola Davis, Carey Mulligan, Frances McDormand e Vanessa Kirby accompagnate da Andra Day, l’ottima Zendaya di Malcolm & Marie e Sydney Flanagan.

Le Migliori attrici non protagoniste sono quelle favorite per la cinquina Oscar: Burstyn da Pieces Of a Woman, Close da Elegia americana, Colman da The Father, Seyfried da Mank, Bakalova da Borat e Youn da Minari. Minari candidato anche come Miglior sceneggiatura originale, come Promising Young Woman e Mank, con David Fincher e Lee Isac Chung inseriti come Miglior Regista al pari del terzetto di grandi donne registe Regina King, Emerald Fennell e Chloe Zhao. Spazio anche per Spike Lee e Aaron Sorkin del Processo ai Chicago 7. Tiene anche La vita davanti a sé di Edoardo Ponti, candidato come Miglior film in lingua straniera e Miglior Canzone per la toccante Io sì.

Esclusioni definitive?

Mi aveva commosso e rapito la performance di Sophia Loren, tornata a undici anni di distanza protagonista di un lungometraggio, ma le sue chance di ottenere una candidatura importante sfumano sempre di più, come quelle della spettacolare Meryl Streep, che con The Prom ha fatto faville ma è stata esclusa, per motivi che sembrano più generazionali che artistici. Con Amy Adams e Michelle Pfeiffer fuori la prima dai Globes e la seconda dai SAGA, il quinto posto per la Miglior Attrice sembra essere di Andra Day e della sua Billie Holiday, con un occhio a Zendaya.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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