Jane Austen- una biografia

Ormai chi legge lo saprà: le biografie della collezione Grandi Donne dell’RBA sono un lumicino di gioia nel mio mondo letterario. Un altro punto a favore della serie? Non si pone limiti. Per questo le nostre protagoniste, le eroine dei tempi che furono, spaziano dall’arte al cinema, dalla medicina all’attivismo, dai reami dell’Antico Egitto alla chimica del Novecento, fino alla Letteratura. Proprio a una maestra della Letteratura è stata dedicata la sesta uscita, di fine ottobre: la scrittrice inglese Jane Austen.

“C’è una sorta di caparbietà in me che mi permette di non intimorirmi mai davanti agli altri. Al contrario, il mio coraggio aumenta quando qualcuno tenta di intimidirmi.”

Jane Austen

Jane Austen è stata forse la capostipite della letteratura inglese femminile e non, di sicuro fonte d’ispirazione per tutte le scrittrici anglosassoni a lei successive, come Virginia Woolf o le sorelle Brontë, nonché una delle autrici più apprezzate e vendute, studiate e lette, di tutta la Storia del mondo Occidentale. Per questo verrebbe da chiedersi: cosa ci può essere che non sappiamo di lei? Tanto, a meno che non siate didatticamente immersi nel mondo austeniano (un viaggio a cui chi scrive anelerebbe). La biografia dell’RBA cambia la prospettiva e ci aiuta a comprendere l’apporto quasi protofemminista della Austen, non solo attraverso la sua carriera di scrittrice ma anche attraverso una vita, e un modo di vivere la vita, votata all’indipendenza, all’arte, alla realizzazione del proprio sé.

Jane Austen nacque nel 1775 ed ebbe una vita breve, morendo prima dei quarantadue anni nel 1817, eppure, nonostante le difficoltà economiche e la malattia, la vita di Jane dà l’idea di un’intensità e di un amore per la vita stessa e la sua principale occupazione che non possono che essere d’esempio. Attraverso la lettura della biografia si comprende la dinamica della vita di un’autrice, dalla definizione dei personaggi allo studio delle ambientazioni, spesso riprese dalla sua stessa esperienza, dall’influenza della vita sull’arte e dalla volontà di percorrere la propria via senza ricorrere al matrimonio e alla vita del marito come surrogato della propria esistenza.

Gli uomini hanno un vantaggio rispetto a noi perché sono loro che raccontano la storia. La loro educazione è stata molto più completa ; loro impugnavano la penna

Jane Austen

Jane scrive fin da ragazza, lavora per anni sui suoi manoscritti e i suoi romanzi, da Ragione e sentimento in poi, hanno un notevole successo, al punto che nel 1815 la scrittrice è invitata addirittura nella biblioteca della famiglia reale inglese.

L’ironia di cui sono permeati testi come Orgoglio e pregiudizio o Emma fa presumere il brillante acume e lo sguardo distaccato, silenziosamente critico di una letterata che pennella paesaggi realistici, personaggi comuni eppure indimenticabili e vere e proprie eroine pre-romantiche. L’opera della Austen ha un valore di testimonianza storica non indifferente, su tutte la centralità del matrimonio e della vita mondana (come palcoscenico su cui esibire la donna-oggetto, la moglie perfettamente adatta al suo ruolo) ci ricordano che effettivamente quelle erano le uniche possibilità per una donna nel secolo XVIII-XIX. Jane che è stata, a suo modo, un’anticonformista e una precorritrice, nella poetica come nella pratica.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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