Don’t Bother To Knock

Free photo of Latest marilyn monroe - Me Pixels

Noir breve ma intenso, ambientato interamente in un hotel di New York, Don’t Bother To Knock si propone come un episodio d’alta tensione inserito nella vita di una coppia agli sgoccioli.

Jed, pilota di linea, viene scaricato dalla cantante dell’hotel Lyn, che lo considera cinico e disinteressato, e individua una compagnia per la serata nella dirimpettaia, Nell. Questa, grazie all’aiuto dello zio, parte dello staff dell’albergo, ha ottenuto un incarico come babysitter di Bunny, per la serata che i genitori passano a una festa al piano terra. Nell’affascinante Jed, Nell rivede Phil, il fidanzato pilota morto durante un volo sul Pacifico, la cui scomparsa ha creato sofferenza e forti disturbi psichici nella donna. La serata si trasforma quindi in un intreccio pericoloso di malintesi e dolore, in cui la piccola Bunny rischia la propria vita.

Don’t Bother To Knock è praticamente un modo di sciogliere i nodi dell’insensibilità di Jed, che, costretto a sforzarsi di comprendere la sofferenza di Nell, trova la chiave per un’empatia che non conosceva fino in fondo, e ritrova così l’amore di Lyn (l’esordiente Anne Bancroft). Di per sé non è un gran film, e alcuni tratti della psiche di Nell sono poco coerenti o comprensibili (erano anche gli anni ’50, in cui lo stigma sui problemi comportamentali era forte e le cure disgustosamente inadatte), tuttavia questo personaggio, al contempo vittima e antagonista (in senso strettamente narrativo) è struggente, tremendamente commovente e reale. Lo sguardo vuoto di Marilyn, le sue lacrime e la tensione con cui pronuncia le frasi che svelano la sua storia, in particolare la paura di tornare nei manicomi, spezzano qualcosa dentro di noi. Non c’è una sola battuta detta che non sia indispensabile, non un movimento fuori posto, l’umanità di cui impregna Nell eleva la materia narrativa molto al di sopra del suo valore standard.

Unico tratto piuttosto faticoso da accettare di Don’t Bother To Knock è la sua presentazione, che punta molto sull’effetto thriller, con rimandi vagamente erotici assolutamente fuori luogo (come la traduzione del titolo in italiano, La tua bocca brucia). Fa riflettere che nessuno sapesse valorizzare il talento irripetibile della Monroe, su di lei lo sguardo sessuato-sessista è l’unico a cui si sia dato credito. Che sia un monito costante.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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