Auguri, regina Maggie

Potreste averla amata per il suo sguardo al contempo comprensivo, saggio e ironico, oppure per quel sorriso appena compiaciuto che talvolta si fa spazio in un volto attento a non tradire mai troppo. Potreste averla adorata come maga intelligente e integerrima, come anziana duchessa dalla lingua tagliente, come suora incorruttibile o ancora come ricca signora dell’alta società. Quello che è certo è che l’avete, di sicuro, amata. Maggie Smith, 86 anni oggi compiuti, è una leggenda vivente, la massima esponente dell’arte inglese, luminosa veterana della recitazione da oltre sei decenni in attività.

Non lasciatevi abbindolare dalla sua aria da anziana signora distinta e ormai soddisfatta: Maggie continua a essere in piena attività, regina del mondo dello spettacolo nonostante il passare degli anni, dei decenni, dei (mezzi) secoli. Esplosa fra teatro e cinema negli anni ’60, nel 2019 ha recitato nelle costose vesti di Lady Violet nel film Downtown Abbey, seguito della celebre serie tv. Nell’ultimo decennio, in barba a chiunque possa pensare a ritiro o pensione, Maggie ha creato uno dei più iconici personaggi del piccolo schermo, un’arguta conservatrice dalla grinta e dall’intelligenza sopraffine, vincendo quattro Emmy e estendendo il proprio dominio, iniziato epoche prima. Che sia l’eccezionale Professoressa McGonagall di Harry Potter, la burbera Madre Superiora di Sister Act o la snob dell’iconico Club delle prime mogli, Maggie riesce sempre a rendere un personaggio importante e memorabile, per quanto secondario, soprattutto attraverso gli sguardi e l’enfasi nel pronunciare le proprie battute, per quante poche siano.

Spesso in coppia con un’altra grande Dama del cinema inglese sua coetanea, Judi Dench, Maggie è perfetta nei ruoli di antagoniste, anziane scontrose, personaggi dinamici soggetti al cambiamento. La sua scontrosa assistente di Bette Davis in Assassinio sul Nilo (1978) ne è un esempio così come la Lady Hester del raffinato Un tè con Mussolini (1999) o la conflittuale Diana, attrice frustrata di California Suite (1978). In Camera con vista (1985) bellissimo adattamento di Ivory del romanzo di Forster, è l’incarnazione dell’insopportabile cugina Charlotte, ma il suo ruolo migliore in assoluto è assai posteriore, a parer mio.

Nel 2015 Maggie è stata infatti la senzatetto vicina di casa del celebre drammaturgo e scrittore Alan Bennett in The Lady In The Van, una delle più irriverenti e sarcastiche commedie inglesi degli ultimi tempi, in cui il personaggio della Smith brilla di complessità, orgoglio, follia e commozione grazie a una prova recitativa senza eguali, che ci conferma quello che spesso viene detto: there is nothing like a dame. Auguri Maggie.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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