Cassandra Crossing

Se solo avessero avuto una sfera magica, Carlo Ponti e Lew Grade non avrebbero probabilmente realizzato l’adattamento cinematografico di Cassandra Crossing. Scenario distopico e assolutamente angosciante, questo mix di thriller politico e film d’azione del 1976 è ambientato in Svizzera.

Nel corso di un attacco terroristico, un anarchico entra in contatto con un virus altamente contagioso creato in un laboratorio statunitense di Ginevra, e fuggendo sceglie come rifugio temporaneo un treno diretto a Stoccolma. Qui viaggiano il famoso dottor Chamberlain (Richard Harris), l’ex moglie e scrittrice Jennifer Rispoli (Sophia Loren), la signora Dressler (Ava Gardner), ricca moglie di un commerciante di armi, con l’amante Navarro (Martin Sheen), un finto prete (O..J. Simpson) e un anziano ebreo (Lee Strasberg). Quando il colonnello McKenzie (Burt Lancaster) viene a conoscenza della presenza dell’anarchico contagioso sull’espresso, deciso a evitare la diffusione del contagio, deraglia il treno verso un luogo desolato ed entra in contatto con il dottor Chamberlain, al quale ordina di curare come può gli infetti.

Visto nel pieno di questa pandemia globale e fino a un anno fa insospettabile, Cassandra Crossing appare incredibilmente realistico, premonitore, e a tratti troppo angosciante per essere visto, soprattutto da chi ha contratto il virus o ne ha subito particolarmente gli effetti. Tuttavia, ciò che davvero emerge con il passare dei minuti non è tanto la possibilità distopica e un po’ complottistica della sterminazione biologica, quanto la gestione sbagliata da parte di chi è al potere delle situazioni di emergenza. La ferma decisione del colonnello di mandare a morte certa tutti i passeggeri e le passeggere si oppone a ogni cosa, persino alla guarigione lenta ma totale dei malati. Il colonnello McKenzie che altro non è che un piccolo ingranaggio nel complesso macchinario del potere, al punto che il finale ci lascia capire come anch’egli sia sotto stretta osservazione. Insomma, nel suo voler abbracciare tanti generi, Cassandra Crossing resta un film molto acuto, infarcito di azione e suspence.

Azione in cui si cala bene la sopraffina Sophia Loren, eroina decisa e acuta, premonitrice come la profetessa Cassandra e assistita dall’ex marito, il celebre primo Silente Richard Harris, che mette da parte tutto per riuscire a salvare quante più vite possibili. Ava Gardner, il cui personaggio legge profeticamente Anna Karenina, si adegua bene a una parte di matrona ironica e stravagante, mentre il leggendario insegnante di recitazione Lee Strasberg è il commovente ebreo Herman Kaplan. Un cast coralmente di spessore per una pièce intrisa di denuncia ai meccanismi totalitari, post-totalitaristi, delle società più apparentemente democratiche.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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