Edith Piaf- L’usignolo francese

File:Edith Piaf Harcourt 1950 4.jpg - Wikimedia Commons

Edith Piaf è stata tante cose nella sua vita: una ragazza molto povera e trascurata, con genitori altrettanto poveri e fortemente instabili. Una stella nascente e poi abbandonata. Una delle più grandi cantanti del ventesimo secolo e una donna prematuramente invecchiata, indebolita, morta giovane prima ancora di poter compiere quarantotto anni.

Piccolina, leggermente cifotica, con grandi occhi, pochi capelli e sopracciglia dipinte, Edith è una delle figure anche esteticamente e stilisticamente più riconoscibili della storia della musica mondiale. La sua voce, i suoi vibrato inconfondibili, la malinconia coinvolgente di cui ha intessuto canzoni indimenticabili: c’è tantissimo di umano e di doloroso nella musica di Edith. Lo sentite ne La vie en rose, in Je ne regrette rien, mentre in pezzi come Milord e La foule c’è quasi un’atmosfera di leggerezza e ironia, che facevano senz’altro parte della personalità di Edith.

In occasione del 105esimo anniversario della nascita della più grande chanteuse francese di tutti i tempi, ecco che vi consiglio La vie en rose, film biografico del 2007 interpretata da una divina, incredibile, irriconoscibile Marion Cotillard.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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