I Billboard Women In Music 2020: celebrare l’emancipazione femminile, ora e sempre

Il 10 dicembre si sono svolti gli annuali Billboard Women In Music, condotti dalla cantante e stella della televisione stelle e strisce Teyana Taylor, con numerosi ospiti di eccezione. Ovviamente sempre online e a distanza, senza pubblico dal vivo e con pochissime performance, i Billboard Women In Music non hanno comunque perso il loro speciale significato: celebrare l’emancipazione femminile, il lavoro di quelle donne che hanno saputo distinguersi attraverso la propria musica, e al contempo ricordare, come ha fatto Dua Lipa, che c’è ancora tanta strada da fare.

Proprio Dua ha aperto la serata cantando Boys Will Be Boys, un brano molto strumentale e sicuramente femminista, di Future Nostalgia, per poi ricevere il premio di Powerhouse of The Year per il successo dei suoi singoli e dell’album, venendo introdotta addirittura dal senatore democratico Bernie Sanders. Dua ha ringraziato il senatore e ha ricordato, facendo riferimento a impressionanti statistiche, la poca presenza delle donne nei maggiori riconoscimenti musicali, soprattutto quando si parla di produttrici. Solo l’8% delle nominate ai Grammy del 2013 erano donne: nel 2019 la percentuale di donne candidate era salita al 20%. Dati da cui ripartire: una crescita considerevole, che ancora non è abbastanza.

Quindi è venuta la volta di Jennifer Lopez, premiata con l’Icon Award e introdotta dalla star colombiana Maluma, che si è riferito a JLo come alla sua “iconic friend”. Jennifer ha ringraziato in un discorso molto sentito la sua famiglia, tutti i suoi collaboratori e le sue collaboratrici, ricordandoci il suo incredibile viaggio musicale, che può fregiarsi di progetti con registi come Dave Meyer e David LaChappelle, per citare due nomi. Personalmente credo che poche donne nell’industria musicale, cinematografica e nel business della moda e del make-up abbiano mantenuto un livello così alto per così tanto tempo: un riconoscimento più che meritato per JLo.

Duro lavoro, di questo si parla: così Chloe e Halle, premiate da Billboard come Star Emergenti e presentati dalla leggendaria Beyoncé hanno ricordato l’importanza dei tentativi e dell’esercizio nella strada che le ha portate a essere fra le giovani leve più considerate nella musica.

A onorare la leggenda vivente Dolly Parton ci ha invece pensato la sua figlioccia, la pop (e rock) star Miley Cyrus, che ha ricordato l’incredibile carriera di zia Dolly, la donna di maggior successo della musica country, capace di vincere 10 Grammy Award e mantenere entusiasmo e creatività per oltre cinque decenni. Dolly, come sempre in formissima, ha ringraziato Miley per l’Hitmaker Award e si è pure esibita sulle note della sua più celebre canzone, 9 to 5, dimostrandosi ancora perfettamente in grado di cantare alla grande.

L’ultima a essere premiata è stata la rapper Cardi B, introdotta dalla madre di Breonna Taylor, operatrice professionale dei servizi di emergenza uccisa lo scorso 13 marzo dagli agenti di polizia di Louisville, ricordando come negli ultimi 9 mesi Cardi sia stata fra le persone più impegnate nel chiedere giustizia per Breonna e per tutte le persone nere e di colore discriminate e assassinate dalla polizia negli States. Cardi ha quindi ricevuto il premio come Woman Of The Year, meritato non solo per i suoi successi musicali (4 numero 1 negli States, nessuna rapper ha mai fatto tanto) ma anche per la sua lotta per la giustizia e l’uguaglianza, per il suo saper sfruttare la propria popolarità per deviare la luce sulle giuste cause.

I Billboard Women In Music ci hanno ricordato quanto siano state capace di creare queste donne coraggiose nel corso dell’ultimo anno e della loro carriera. Le donne vengono spesso sottovalutate, si pensa sempre che, soprattutto nel mondo mediatico, il loro successo derivi solo da aiuti esterni o dalla bellezza, e ci si continua a scordare del valore incredibile delle loro gesta. Per questo tanti non sanno che Dolly Parton ha scritto quasi tutte le sue canzoni, che Jennifer Lopez è stata una ballerina professionista prima di diventare una superstar, che Cardi B se n’è fregata dei doppi standard e ha intriso la sua musica della libertà sessuale e performativa di cui lei è da sempre sostenitrice. Prendiamo esempio da loro, e continuiamo a ricordarne i successi, perché sono stati tutti ottenuti controvento, e hanno contribuito a spostare un po’ quel vento.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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