Le Streghe di Roald Dahl

File:Witches' Sabbath MET DP826629.jpg - Wikimedia Commons

So che siamo quasi a Natale, ma non potevo lasciar andare senza commenti il nuovo adattamento cinematografico de Le streghe, fiaba di Roald Dahl disponibile da fine ottobre su Netflix.

Diretto da Robert Zemeckis, regista tra l’altro di quel cult horror-comico-satirico che è La morte ti fa bella, Le streghe è ambientato nel Sud degli Stati Uniti degli anni ’60. Il protagonista, un bambino afroamericano rimasto orfano a seguito di un incidente stradale, va a vivere con la nonna, una donna piena di saggezza e di amore per il nipotino. Proprio in seguito alla ritrovata serenità, il bambino e la nonna sono costrette a fuggire, perché perseguitate da una strega.

Le streghe, infatti, esistono, come spiega la nonna: sono creature malvagie, che vogliono eliminare tuttə i bambinə, caratterizzate dall’essere calve, avere bocche enormi e artigli al posto di mani e piedi. Nonna e nipote credono di essere al sicuro nell’hotel di Mr.Stringer, un uomo con poco polso, ma così non è. L’hotel è infatti sede della riunione delle streghe, capeggiate dalla potentissima e tremenda Strega Suprema. Proprio a causa delle streghe il ragazzino e un suo amico vengono trasformati in topi. In questo nuovo aspetto si dovranno organizzare con la nonna per sconfiggere le streghe.

I primi due atti de Le streghe sono chiaramente la parte più riuscita. La presentazione della situazione, il progressivo dispiegarsi delle caratteristiche e dei piani delle malefiche streghe e tutti i contrattempi che impediscono al lato buono di ottenere sostegno creano quella tensione narrativa necessaria a divertire il pubblico, che tuttavia potrebbe sentirsi confuso dal finale e da qualche incoerenza, non so se dovuta al soggetto, che non ho letto, o all’adattamento, tra l’altro firmato dal premio Oscar Guillermo del Toro.

Stanely Tucci, specializzato in ruoli di supporto, non fa niente o quasi per essere ricordato, sicuramente non abituato dalla sceneggiatura, con la vincitrice dell’Oscar Octavia Spencer che invece dà una solida prova di personaggio pragmatico e divertente. Il protagonista sparisce a metà film per la metamorfosi, quindi difficile da valutare la sua complessità come personaggio e attore, con l’antagonista assai più interessante. La Strega Suprema, malefica creatura con un accento nordico, è interpretata da Anne Hathaway, la cui performance ha diviso la critica nordamericana: c’è chi sostiene sia lei l’unico elemento che sostiene il film, chi la ritiene esagerata e non all’altezza di quella di Anjelica Houston, Strega Suprema nell’originale adattamento del 1990. Quello che è certo, come sottolineato da tante, è che Anne sembra divertirsi nel proporre questo personaggio, molto sopra le righe. Miss Hathaway è senza dubbio l’elemento migliore del film, convincente nella sua unica caratterizzazione e vagamente affascinante.

Le streghe sembra incompleto, finire troppo presto, e non si comprende bene se sia destinato al target dei bambinə o se sia uno Young Adult. La storia ha abbastanza azione da coinvolgere almeno fino alla metà, e due grandissime come la Spencer e Hathaway valgono la pena, ma le aspettative per questo film sono state solo parzialmente soddisfatte.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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