I fratelli Grimm e l’incantevole strega

La premessa è che I fratelli Grimm e l’incantevole strega è un piacere da guardare, un film dark fantasy vagamente splatter, con una continuità d’azione notevole, una ricchezza narrativa che mantiene sempre alta la tensione e l’attenzione.

Detto questo, mi rendo conto che proprio dal punto di vista della sceneggiatura I fratelli Grimm presenta tante criticità: nel suo voler riempire la storia di riferimenti alle celebri favole degli scrittori e nel suo cercare di creare problematiche più o meno ingombranti che i protagonisti devono affrontare, il film si perde, rischiando troppo spesso di creare colpi di scena insensati e di voler mettere sub-plot senza uno sviluppo completo.

La trama

Will e Jacob Smith sono due famosi fratelli nella Germania di inizio Ottocento, che creano attraverso trucchi maledizioni e leggende nei paesini tedeschi e si fanno pagare molto per risolvere le paure dei paesani. Truffatori tra loro molto diversi, Will e Jake devono porre fine alle loro scorribande quando vengono catturati dal generale francese Delatombe, che minaccia di giustiziarli a meno che non riescano a risolvere il mistero delle bambine scomparse nella foresta di Marbaden. Al villaggio di Marbaden i due riescono a farsi guidare nella foresta da Angelika, una donna coraggiosa e intelligente. Accompagnati da Cavaldi, luogotenente di Delatombe con il pallino della tortura, i tre scoprono che la foresta è veramente incantata, con alberi assassini che si muovono da soli e un lupo minaccioso che anni prima ha ucciso il padre di Angelika. Tutto sembra ricondurre alla leggenda di una vanitosa regina, che, chiusasi in una torre al centro della foresta per sfuggire alla peste, avrebbe bisogno di giovane sangue per ringiovanire.

Ma funziona?

A funzionare sono ovviamente le dinamiche fra i personaggi e la continua risorsa d’azione; al contrario, alcuni flashback, soprattutto quelli di Angelika, non contribuiscono come avrebbero dovuto alla narrazione. I tantissimi riferimenti alle fiabe presenti nel film come elementi d’ispirazione per le future storie scritte da Jake sono divertenti e l’idea di usare questo script come simil-prequel è ottima. Tuttavia, la risoluzione degli intrighi appare forzata, un po’ confusa: mancano le premesse.

Al di là delle pecche evidenziate dalla critica internazionale dell’epoca, il pout-pourri dei Grimm è allegro, buffo, pieno d’azione e fortemente familiare, un film che consiglio a chiunque voglia rilassarsi e magari aguzzare la fantasia, osservando le tante idee altrui. Il meglio è dato dalle interpretazioni, con Matt Damon nel ruolo del belloccio prepotente e truffaldino Will, e Heath Ledger in quello dello studioso e impacciato Jake, affiancati da Lena Headey, a me finora sconosciuta, nel ruolo della indomita Angelika, e da un napoleonico Jonathan Pryce in quello del generale Delatombe. A chiudere questo cast di alto livello ci pensa una splendida Monica Bellucci nella parte della Regina cattiva, strega vanitosa e ammaliante.

Pubblicato da Stefano Ceccanti

Scrivo, leggo, guardo un sacco di film e mi informo il più possibile. Femminista intersezionale e queer ⚧️, animalista, antirazzista.

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