BASTA! Il potere delle donne contro la politica del testosterone- di Lilli Gruber

Lilli Gruber è conosciuta soprattutto in qualità di giornalista televisiva: conduttrice del talk Otto e mezzo su LA7 da ben dodici anni, la Gruber, bolzanina, ha condotto il TG per Rai2 e Rai1 per diciotto anni. Tuttavia, di pari passo con la sua carriera nel giornalismo, ne ha saputo portare avanti una anche nel mondo della scrittura, pubblicando tre romanzi, resoconti delle sue inchieste e svariati saggi, tra cui BASTA! pubblicato ad ottobre 2019 da Solferino.

“Nel mondo sognato dai populisti, le donne possono scegliere. Tra sottomettersi, adeguandosi a un modello retrogrado di femminilità, oppure essere colpite per prime più forte. Mi sento dire spesso: <<Eh ma ormai siete dappertutto>>, come se fossimo una specie di epidemia.”

Dopo settimane di incertezza, qualche mese fa mi sono deciso a leggere BASTA! e non me ne sono pentito. Con lo sguardo delle persone bene informate, la Gruber affronta il problema del sessismo e della costruzione patriarcale della società nel campo della politica, con tanto di nomi e cognomi, aneddoti riguardanti le proprie esperienze lavorative e dati significativi.

File:Dietlinde Gruber 2 (cropped).jpg - Wikimedia Commons

Ciò che di estremamente positivo ha il saggio della scrittrice trentina è il suo essere saldamente ancorato al presente: sono rari i libri di femminismo contemporaneo, che facciano diretto riferimento a fatti accaduti nel passato prossimo e li analizzino criticamente. La Gruber invece non se ne perde una, dall’attacco dei populisti anti-immigrazione e dei media sessisti nei confronti della capitana Carola Rackete al successo dei mondiali di calcio femminili, passando per le volgarità e il machismo ostentato di Donald Trump negli Stati Uniti d’America.

Gruber si concentra molto sull’Europa, sottolineando la necessità di un rinnovamento in chiave femminile e come questa sia andata avviandosi nel corso degli ultimi anni, almeno nel Vecchio Continente. L’unica cosa su cui non concordo del tutto con l’autrice è l’approvazione data a certi personaggi, la cui presenza è sicuramente fondamentale come esempio di donna al potere in un ambiente ancora troppo maschile e maschilista, ma le cui politiche non sposano le questioni sociali e femministe in toto. Oltre a questo un’altra criticità potrebbe essere vista nel suo sposare in toto le quote rosa, questione delicata, anche se i ragionamenti fatti dalla Gruber e l’urgenza delle tempistiche fanno riflettere.

Gruber fa i nomi di Ursula Von Der Leyen, presidentessa della Commissione europea, e di Christine Lagarde, direttrice della Banca centrale europea, storiche prime volte nei rispettivi ruoli, e sottolinea la necessità di orientarsi ad un mondo in cui in posizioni di rilievo non ci siano solo uomini, andando al di là del campo governativo ed economico: cita Shonda Rhimes e il mondo del cinema, con la speranza che il mito dell’uomo bianco che salva il mondo (007) vada sgretolandosi e che le donne abbiano più visibilità e rappresentazione.

“Più donne nelle stanze dei bottoni significa più donne in tv, nei dibattiti, nei convegni. Più modelli femminili positivi per le giovani. Più potere decisionale e più visibilità per tutte”.

Il suo saggio è un invito alle donne, a istruirsi, informarsi, proporsi, fare il proprio meglio per poter avere influenza, potere, soddisfazione personale, ma è anche uno schiaffo agli uomini, al loro ostruzionismo nei confronti della presenza femminile, alla loro cultura della soppressione che trova sfogo nella svalutazione della donna in campo professionale. Lilli dice BASTA! e noi ci uniamo a lei.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

3 pensieri riguardo “BASTA! Il potere delle donne contro la politica del testosterone- di Lilli Gruber

      1. Più siamo meglio è visto che non è un argomento così ben compreso purtroppo. E i ragazzi faticano a definirsi femministi per lo stigma subito per via della frangia estremista del movimento…

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