Silvia è un anagramma- parola di Franco Buffoni

“Silvia è un anagramma per tre ragioni […] la terza perché, nell’esclusione della giovane dalle gioie della vita, Leopardi vede riflessa la propria esclusione, ma non per il suo aspetto fisico- come il neutro accademico eterosessuale italiano ha sempre voluto credere e far credere- bensì per la sua natura di “recchiò” in un contesto altamente omofobico.”

Può la biografia di un autore o di un’autrice contribuire alla comprensione della sua opera artistica? Può la sua sessualità influenzare il suo modo di dipingere realtà ed immaginazione? Franco Buffoni, poeta, studioso ed accademico italiano, se lo chiede e risponde con questo libro, Silvia è un anagramma, pubblicato nel 2020 da MARCOS ultra, un saggio che attraversa secoli di Storia e Letteratura italiana e non per fare “Giustizia biografica“.

Giacomo Leopardi - Wikipedia
Giacomo Leopardi (1798-1837)

Quante volte diamo scontata la sessualità delle persone? Ovviamente, nel caso di persone tuttora in vita, questionare la sessualità altrui è un atto sbagliato e di inquietanti risvolti. Tuttavia nel caso di personaggi famosissimi, la cui vita è stata sezionata a lungo attraverso biografie, lettere, diari, auto-biografie, film e documentari, le cose cambiano. Con una scrittura dal vocabolario ricco e specifico e un’attenzione notevole ai termini di paragone e alla contemporaneità, Buffoni costruisce un’opera che vuole indagare l’argomento omosessualità e bisessualità in ambito letterario a partire proprio da colui che per il suo talento, il suo impianto filosofico, la sua erudizione e la sua capacità di creare opere imprescindibili sia in prosa che in poesia, rappresenta uno dei picchi più alti della creazione letteraria nazionale (si può dire nazionale anche se è vissuto prima dell’Unificazione?): Giacomo Leopardi.

Pier Paolo Pasolini - Wikipedia
Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

L’operato di Buffoni ha un’importanza incalcolabile nel contemporaneo, perché fa luce su un argomento su cui si è sempre cercato di buttare fumo: l’omosessualità in tutti i suoi aspetti. Come lo stesso scrittore ricorda, spesso la peggior forma di discriminazione è stata in Italia l’invisibilità imposta. Durante il ventennio fascista non ci furono particolari discriminazioni a livello giuridico nei confronti delle persone queer, questo perché i legislatori fascisti pensavano che anche solo riconoscere la possibilità che potessero esistere persone queer sarebbe stato svilente per lo stato. Con un gran calcio all’omo-bi-fobia Buffoni ci porta alla scoperta della reale sessualità dei più grandi letterati degli ultimi due secoli, citando le loro stesse lettere e le sue personali testimonianze.

Ciò che rende Silvia è un anagramma ancora più interessante e appassionante è l’incredibile conoscenza di Buffoni, il cui patrimonio culturale è tale da consentirgli di creare poesia basata sui comportamenti di grandi letterati come Pascoli e Montale. Il libro quindi esce dalla dimensione saggistico-biografica divenendo per tanti aspetti una vera e propria storia della Letteratura Italiana, con una contestualizzazione storica e sociale precisa e ricca.

Mario Mieli - Wikipedia
Mario Mieli (1952-1983)

L’obiettivo polemico di Buffoni è chiaramente quel “grigiore eterosessuale accademico” che porta a bollare come ingiustificabili le teorie queer sui grandi letterati italiani. Leopardi innamorato di Antonio Ranieri, tanto da mantenerlo e conviverci? Pascoli prigioniero di una repressione anziché di un incestuosa relazione con una delle sorelle? Montale bisessuale frustrato che sfoga la sua rabbia con un’omofobia ostentata dalle pagine del Corriere? Tutto vero e provato, ma lo sentirete mai dire a scuola? Purtroppo no, almeno non ancora.

Intervista al poeta: Franco Buffoni
Da Interno Poesia: Franco Buffoni, ritratto da Dino Ignani

Ma Buffoni non si sofferma solo sui più nascosti, anzi, apre gli occhi del pubblico meno esperto su alcuni nomi degni di nota: da Ulrichs, il primo uomo a fare coming out nel lontanissimo 1867, a Penna, da Pier Paolo Pasolini a Mario Mieli, di cui Buffoni è stato amico. Silvia è un anagramma ha il valore del documento, della testimonianza storica di una parte della vita umana ed artistica nazionale, ed è per questo una lettura illuminante e da preservare. Buffoni, la prego, continui.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

2 pensieri riguardo “Silvia è un anagramma- parola di Franco Buffoni

  1. Cari amici di Wuthering Books, l’immagine di Franco Buffoni è una mia fotografia, per favore inserite il credito fotografico, grazie. Avvertitemi quando lo avrete fatto così condividerò l’articolo su facebook. Dino Ignani

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