Gia- un consiglio

Gia Carangi | L | Flickr

Nella mia ricerca continua di arte che mettesse al centro personaggi femminili complessi, ben lontani da ruoli marginali o privi di carisma, ho pensato di dare uno sguardo a Gia, biopic della modella statunitense Gia Carangi, personalità di spicco dell’haute couture mondiale fra gli anni ’70 e ’80.

Gia si è rivelato, fortunatamente, proprio quello che cercavo: una storia su una giovane donna piena di vita, narrata senza filtri o censure così fastidiosamente presenti sul grande schermo. Gia deve tanto della sua riuscita a uno script d’enorme interesse: Gia è stata una donna fenomenale sotto tanti punti di vista: come modella ha saputo unire alla sua incredibile bellezza una notevole dinamicità. Tanti ne hanno parlato come la prima top-model a muoversi al di là delle tradizionali pose. Sessualmente disinibita, lesbica dichiarata, uno spirito libero dotato di una aggressività sulla passerella a cui univa un dualismo nella vita privata: senza filtri e giocosa così come in continua ricerca di affetto, di attenzioni e di una guida.

Gia non si affretta sugli elementi più difficili della vita della protagonista, anzi: ne fa vedere la fragilità, la dipendenza dalla droga, la profonda tristezza al di là del successo professionale. Il declino fisico e spirituale di Gia, la sua lotta persa contro la dipendenza, l’avanzare della tremenda malattia che le toglie la vita prematuramente, la volontà di far comprendere le terribili conseguenze dell’assuefazione da droghe pesanti. Essere malate di AIDS, ed esserlo negli anni’80, era una doppia croce da cui era impossibile uscire se non dopo indicibili ed incomprensibili sofferenze.

Il ritratto che emerge della Carangi, al di là di quanto detto dai suoi parenti, è di una ragazza piena di iniziativa, coraggio e amore, ma profondamente immatura ed incapace di badare a se stessa: che una persona così ricca di vitalità abbia perso in una così giovane età la possibilità di crescere, di realizzarsi, di essere interamente felice, spezza il cuore.

Ritornando ciclicamente all’inizio, Gia è un personaggio che dà straordinarie possibilità interpretative, e Angelina Jolie, che aveva solo 22 anni quando si incaricò di questo non facile onere, le coglie tutte. Angelina non è solo bellissima, è strepitosa. Non c’è cosa che non si dia la pena di dimostrare con vigore: l’amore di Gia per la truccatrice Linda, il suo essere sempre bisognosa d’attenzioni, la naturalezza con cui si muove e dice cose che tante altre avrebbero taciuto, la sua vena irriverente. Non è facile interpretare una ragazzina curiosa e impenitente e trasformarla in una giovane donna vittima di demoni troppo spaventosi per essere del tutto superati. Angelina lo fa con egregia naturalezza, tanto da essere premiata con un Golden Globe ed un SAG Award alla miglior attrice in un film per la TV.

Interpretando una donna in evoluzione e dalle mille, tormentate sfaccettature, Angelina ha dimostrato al grande pubblico di essere una grande attrice, e ha reso giustizia ad una donna dalle grandissime qualità, una donna molto più avanti del suo tempo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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