Yentl

“Immagina che studiare sia tutta la tua vita, che tu voglia imparare ma non possa farlo per qualche strana legge, che per esempio impedisca ai ragazzi con gli occhi marroni di studiare, tu lo faresti lo stesso? Ti nasconderesti e mentiresti per poterlo fare”

Yentl è tante cose: è la storia di una ribelle, di una pioniera, è una fiaba realistica, una storia di formazione ed è anche una storia d’amore. Un musical, un film in costume, un dramma e una commedia, Yentl segue le regole di tanti generi diversi che si fondono per dare vita ad una storia di fondamentale importanza.

Fondata su un rapporto con la tradizione a metà fra il rispetto e l’ammirazione e la voglia di riscatto, Yentl è la storia di una ebrea polacca, figlia di un rabbino, che studia in segreto il Talmud, raccolta di commentari della Bibbia alla base della religione ebraica, e rifiuta di sposarsi. Quando il padre muore Yentl decide di non conformarsi alla società del suo tempo e, fingendosi un ragazzo e assumendo il nome del fratello morto, va a studiare in una yeshiva, dove incontra Avigdor, con cui stringe una fortissima amicizia.

Attraverso una serie di splendide canzoni Yentl esplicita l’interiorità della sua protagonista, ne rende chiari i sentimenti, spesso contrastanti, l’insicurezza iniziale, la mancanza di una guida (la bellissima Papa Can You Hear Me?), l’amore che cresce nel suo cuore ed il senso di inadeguatezza. La musica quindi non è centrale, eppure è fondamentale, perché aiuta a far a meno delle parole per scrutare dentro Yentl.

Yentl di per sé poi è un personaggio incredibile. Una donna che rifiuta il ruolo di moglie, madre e casalinga perché spinta da un desiderio di conoscenza, di illuminazione spirituale e mentale è un bene per il grande schermo, fa luce sulle reali e possibili necessità delle donne di trovare realizzazione in tutte le sfere delle propria vita, senza essere ridotte solo a quella sentimentale. Yentl rischia tutto per poter vivere in mondo indipendente e dimostra di essere abbastanza intelligente e determinata da avere successo nel proprio campo, smentendo in modo inequivocabile i rigidi pregiudizi e la divisione di ruoli propri della comunità ebraica (e non solo) di inizio ventesimo secolo.

Ma non è solo questo il lato più interessante di Yentl. Il rapporto di Yentl con la dolcissima e bella Hadass, promessa moglie di Avigdor, è uno dei punti meglio riusciti del film. Andando al di là dell’invidia e della gelosia, Yentl riesce a conoscere davvero Hadass, a comprenderne le qualità e a stabilire con lei un rapporto di affetto commovente e necessario alla realizzazione a tutto tondo del personaggio Yentl, così come il suo rifiuto di Avigdor per mantenere la propria libertà. Yentl deve ancora imparare tanto sulla vita, ma non compromette nel farlo la propria indipendenza: questo è il messaggio più importante del film.

Opera magna di Barbra Streisand, Yentl costituisce una pietra miliare della filmografia universale essendo il primo film diretto, co-scritto. co-prodotto ed interpretato da una donna, la nostra inarrivabile Barbra, che canta pure l’intera colonna sonora. Come disse Shirley McLaine, “Se avesse potuto cucinare l’avrebbe fatto”. La regia di Yentl è la parte più bella del film: le inquadrature, che siano primi piani di statue in un giorno di pioggia o mezzi-piani di interni carichi di libri con un colore assai poco saturo, rendono la storia più scorrevole e danno molte informazioni in più sulla personalità dei personaggi. Per il suo lavoro egregio, lodato da decine di esperti del settore, come il famoso e già allora pluripremiato regista Steven Spielberg, Barbra fu premiata con il Golden Globe alla Miglior Regista, la prima ed unica donna a ricevere il riconoscimento. Nel discorso di ringraziamento, Barbra usa il suo tempo per sottolineare la sua speranza, il suo voler credere che questo riconoscimento sia un passo in avanti per dar maggiori possibilità ed occasioni alle registe donne in film di alto budget. Una pioniera nei film così come nella vita reale.

Yentl, per l’importanza data al mondo ebraico, alla questione dell’istruzione femminile e per il successo della colonna sonora, è diventato un cult di notevole influenza, un film sottostimato e molto spesso trascurato: non è una delle pellicole buone solo per i fan della Streisand, come dice qualcuno, ma un pezzo di storia cinematografica non indifferente.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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