C’era una volta

C’era una volta (1967) è proprio una fiaba, ma una fiaba un po’ particolare, e per questo molto intrigante. Una volta c’era un principe spagnolo affascinante, che non si voleva sposare, e c’era anche una contadina napoletana, Isabella, splendida, come tutte le eroine delle fiabe, ma un po’ diversa dalle altre. Isabella è infatti orgogliosa, aggressiva a tratti, più imbronciata che sorridente. Il principe, anche lui, è un tipino dal caratteraccio: arrogante e manesco, non è certamente un gentil uomo che punta tutto sul suo fascino.

Eppure i due si innamorano, ma gli ostacoli non mancano, più per colpa del principe che per altro. Per fortuna Isabella, come in ogni struttura fiabesca che si rispetti, ha delle aiutanti, ma anche queste non sono proprio fate turchine: le vecchie streghe napoletane, ridendo e presentandosi in momenti più o meno opportuni, cercano di darle una mano con le loro magie, che non sempre vano a buon fine, così come un amico particolare, San Giuseppe da Copertino, che vola sopra le teste dei confratelli e dispensa ottimi consigli, non come gli altri santi, che, a dir suo, “dicono che la vita è tutta una sofferenza”.

Adattamento cinematografico delle fiabe scritte da Giambattista Basile, fra il 1634 ed il 1636, note sotto il nome di Cunto de li cunti, C’era una volta è una fiaba divertente, che spazia sui grandi e assolati territori campani, abitati da bambini straccioni e principesse altezzose, dove la virtù è misurata in prove pratiche che una popolana come Isabella sappia superare e in cui restano tracce dell’astio verso la dominazione spagnola, così invadente e propensa ai soprusi nell’Italia del XVII secolo (si pensi anche solo ai Promessi).

Diretto da Francesco Rosi, che sa come sfruttare le inquadrature per creare degli effetti speciali, come le scene di volo e le magie delle streghe, affatto deprecabili, C’era una volta è un omaggio ad una territorialità particolarmente intrigante e affascinante, quella napoletana, così spesso centro di Storia, culture e società dinamiche. Con il carismatico Omar Sharif nel ruolo del principe con la passione per i cavalli e una bellissima Sophia Loren in quello dell’intrepida e scontrosa Isabella, C’era una volta non poteva fallire nel suo obiettivo: ridare valore ad un tipo di fiaba, di cultura, di modo di intendere la vita, diverso dal canone.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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