L’amore ha due facce

Difficile esprimere un giudizio su L’amore ha due facce, film del 1996 che all’epoca divise la critica, fra candidature ai più celebri e prestigiosi premi americani e recensioni taglienti. La maggior parte degli specialisti concorda nel ritenere che il film sia una commedia assai brillante, efficace e divertente per oltre la metà, ma che perda di credibilità nel finale, troppo melenso ed autoreferenziale: troppo vicino alla volontà della regista di mettere in luce l’annosa questione riguardante il suo aspetto ed il suo rapporto con esso.

L’amore ha due facce parla di due professori universitari della prestigiosa Columbia University di New York. Gregory, insegnante di matematica, è intenzionato a rinunciare all’amore completo dopo essere stato scaricato per l’ennesima volta da un’amante bella e molto più giovane di lui. Deciso a sposarsi per non dover affrontare la solitudine, Gregory mette un annuncio: cerca una donna con cui condividere la vita, ma senza cui aver nessun tipo di rapporto sessuale. Così conosce Rose, insegnante di letteratura, piena di passione ed interesse nel proprio lavoro ma ferma ad uno stallo nella sua vita sentimentale. Rose subisce il confronto con la sorella Claire, bella e fresca di matrimonio con Alex, grande amore non corrisposto di Rose, e con la madre Hannah, donna ormai anziana ma sempre incredibilmente affascinante.

Rose e Gregory si trovano benissimo l’una con l’altro, hanno interessi comuni, conversazioni stimolanti e costruiscono un bel rapporto. Tuttavia, quando Rose chiede di più di una relazione platonica, il rapporto si inceppa.

L’amore ha due facce è sicuramente un film che merita molto per i contenuti: la riflessione sui rapporti umani, sulla necessità di trovare un equilibrio che vada bene ad entrambi in una relazione permette a chi guarda di riflettere sui propri desideri: il compromesso di Gregory non è condannato in toto, ma viene mostrato come Rose, non appena si renda conto di non poter ottenere di più, se ne vada, ed anche questo è giusto. È sbagliato rimanere intrappolati in un rapporto tossico, qualsiasi siano le circostanze.

La credibilità non viene meno nel momento in cui Rose decide di stravolgere il proprio aspetto. Diventata canonicamente più attraente, Rose si sente meglio e qui verrebbe da opporsi: ma come, ti trasformi solo per appagare gli stereotipi di bellezza dell’occhio maschile? In realtà Rose sta per cadere nella trappola della sottomissione maschilista, ma è abbastanza intelligente e ha abbastanza coscienza di sé per capire che non è per appagare gli altri che si deve vivere. Infatti, quando Alex finalmente la nota, lei gli dice chiaramente “Tu non sei abbastanza per me”. La problematica sorge nel momento in cui Gregory decide di tornare da lei: non è infatti chiaro quanto il cambiamento di lei abbia influito sul suo ritorno, al di là di ciò che lui afferma.

Quello che è certo è che per quanto riguarda la sceneggiatura L’amore ha due facce può farsi forza con una quantità di brillanti dialoghi, di battute fulminanti ed intelligenti. La mia preferita resta quella in cui Rose dice, una volta fatta la permanente , di assomigliare a “Shirley Temple fatta di crack“. In generale, il personaggio di Rose ha sempre battute taglienti, ironiche e auto-ironiche, così come quello della madre Hannah, una donna che vive con la figlia e le fa pesare la sua notevole bellezza.

L’amore ha due facce si inserisce nel filone di creazioni interamente attribuibili a Barbra Streisand, che non solo recita nel ruolo di Rose (parte fatta su misura per lei, ed in cui non ha difficoltà a mostrarsi disinvolta e credibile), ma dirige, produce il film e scrive e canta la colonna sonora, il bellissimo duetto con Bryan Adams, I Finally Found Someone, che le valse la candidatura al Premio Oscar alla Miglior Canzone Originale. La regia, perfetta per un film romantico, con l’alternarsi di piccoli ed eleganti interni e maestosi esterni, spesso in successione per rendere l’idea di un periodo di tempo che passa più velocemente di altri, è uno dei campi prediletti di Barbra, che sa come dare rilievo alla grande Lauren Bacall, scritturata per il ruolo di Hannah. Grande diva degli anni ’50 e ’60, la Bacall ottenne per la sua interpretazione il Golden Globe e il Sag Award per la Miglior attrice non protagonista, riuscendo a strappare, a più di settant’anni, la sua prima nomination ai Premi Oscar. A completare il cast ci sono Jeff Bridges nel ruolo dell’impacciato ma affascinante Gregory e Pierce Brosnan in quello di Alex.

L’amore ha due facce secondo me merita una chance, perché ha tanti spunti positivi e grandissime interpreti, al di là della trama magari prevedibile e molto incentrata sulla protagonista.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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