Fiori d’acciaio 💮

Even through the darkest phase
Be it thick or thin
Always someone marches brave
Here beneath my skin

k.d.lang, Costant Craving

I versi iniziali della canzone di k.d.lang mi sembrano i più efficaci nell’esprimere le atmosfere centrali di Fiori d’acciaio, film del 1989 tratto dal dramma teatrale di Roberth Harling, sceneggiatore di questo progetto la cui devastante forza sta tanto nel saper costruire un ambiente famigliare, talmente ben sviluppato da creare quell’effetto di affezione nei confronti delle protagoniste che di solito solo le serie tv di ampio respiro sanno ottenere.

La storia trae tutta la sua forza dal gruppo di attrici che compone il cast, sei amiche di differenti generazioni, con caratteri diversi e problemi di ogni tipo da affrontare. C’è una Julia Roberts giovanissima, che interpreta Shelby, neo sposa malata di diabete, che vuole avere un bambino anche se i medici glielo sconsigliano, c’è la due volte premio Oscar Sally Field nel ruolo della madre di Shelby, Mary Lynn, il cui rapporto con la figlia è centrale nello sviluppo del film, ma c’é anche Dolly Parton, il cui dramma famigliare è quello meglio costruito nel suo essere silenzioso, implicito: Dolly è la parrucchiera ed estetista Truvy, che prende con sé la giovane Annelle, Darryl Hannah, lasciata dal marito delinquente senza soldi né casa. Di Oscar vinti era fresca Olympia Dukasis, vincitrice nel 1988 per Stregata dalla luna, qui in grande spolvero nel ruolo dell’imprenditrice, canzonatoria e allegra, Claire, ma anche Shirley MacLaine, vincitrice nel 1984, ora nei panni dell’irascibile, brusca, offensiva ed incorreggibile Ouiser, le cui liti col marito di Mary Lynn, Drum, sono tra gli elementi più spassosi della pellicola.

Tornando a Costant Craving, l’essenza del film, come quella della canzone, è la capacità umana di continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà, le prove che la vita ci mette davanti, spesso senza che noi ne comprendiamo a fondo le motivazioni o riusciamo a metabolizzarne la repentinità. La capacità di superare un dolore enorme è ciò a cui vanno incontro le splendide magnolie del film, la loro positività rimane intatta grazie anche alla loro amicizia, che trascende le spiccate differenze fra le donne e fra le loro vite, differenze di carattere, come quelle fra l’iper-religiosa Annelle e la burbera Ouiser, e di reddito, come quelle fra Truvy, che riesce con fatica ad aprire una filiale della propria attività, e Claire, che nuota nell’oro.

Fiori d’acciaio unisce il dramma più serio ad un tono leggero, e questo contribuisce alla riuscita del film, perché niente è più realistico e di immediata comprensione della commistioni di emozioni, della varietà di problemi e gioie, dell’inaspettato con tutti suoi pro ed i suoi contro. Con simpatia, dialoghi brillanti e un cast di interpreti insostituibili, Fiori d’acciaio sa commuovere e far sorridere.

PS: Questo, a mio parere, è uno dei film dove Julia Roberts dà il meglio di sé come attrice drammatica, in alcune sequenze, come quella dell’attacco dovuto al diabete e quella del taglio dei capelli.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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