J.Edgar

Su Rotten Tomatoes, aggregatore di recensioni online, è scritto che l’ottima interpretazione di DiCaprio non basta per tirar su un film che è penalizzato da un cattivo lavoro di make up e con un intreccio non ottimale, ed in parte mi devo dire d’accordo con gli autori di questa sinossi critica.

J.Edgar (2011) ripercorre la storia personale di J.Edgar Hoover e del Federal Bureau of Investigation, di cui Hoover è stato direttore per ben 48 anni, dal 1924 fino alla sua morte, avvenuta nel 1972.

La vita di Hoover è stata fortemente dedicata al suo lavoro, con una passione encomiabile e una mania di grandezza inquietante. La personalità di quest’uomo emerge in effetti nei suoi particolari più irritanti, nella sua volontà di distruggere in ogni modo ogni forma di radicalismo politico. Gli sforzi di Hoover, per come sono presentati, non sono dedizione ad un lavoro di cui è comprensibile la portata, bensì un’ossessiva ricerca di potere, gloria e sottomissione di tutti coloro che siano considerati sovversivi. La lotta ai comunisti negli anni ’20 è seguita dal celebre caso Lindberg, riguardante il rapimento del figlio del famoso aviatore statunitense Charles Lindberg, avvenuto nel marzo del 1932.

File:John-edgar-hoover.jpg - Wikipedia
J.Edgar Hoover (1895-1972)

Una qualità importante del film consiste nel suo attraversare un periodo così lungo di tempo, e di riuscire a condensare oltre 50 anni di storia contemporanea nordamericana in fatti celebri ed eclatanti, come la presidenza di Roosevelt, ricattato da Hoover, l’assassinio di John Kennedy, la lotta di Martin Luther King, anch’egli minacciato ed osteggiato da Hoover, fino all’ascesa di Richard Nixon.

J.Edgar fa aprire gli occhi sui delicati rapporti fra FBI e sfere di potere, su come questi siano molto più spesso di conflittualità piuttosto che di collaborazione, e fa scoprire quanto sia stato occultato dai politici americani, sempre pronti ad intervenire con modalità tutt’altro che legali per difendere la propria reputazione e la propria influenza. In particolare, la scena in cui Nixon legge il discorso in onore di Hoover, mentre i suoi scagnozzi setacciano gli archivi di quest’ultimo per trovare i file compromettenti sul presidente.

File:Hoover & Tolson.jpg - Wikipedia
Clyde Tolson e J.Edgar

J.Edgar di sicuro fallisce nella trasformazione dei suoi interpreti, che sono invecchiati con uso massiccio di trucco e protesi, ma appaiono assai poco realistici. Il punto di vista, coincidente con la visione del mondo di Hoover, è scardinato solo parzialmente, e alcuni salti temporali non permettono di dare al pubblico una percezione complessiva dell’evoluzione del Bureau.

Tuttavia il film, diretto e prodotto da Clint Eastwood, beneficia di altri, importanti, fattori. Primo fra tutti il cast, veramente eccezionale, trainato da Leonardo DiCaprio nel ruolo di Hoover, con tanto di lenti a contatto scure, e Armie Hammer nel ruolo di Clyde Tolson, braccio destro di Hoover. La relazione fra Hoover e Tolson è struggente, ed è difficile e triste vedere questi due uomini così innamorati passare tutta la vita accanto reprimendo i propri sentimenti. Dopotutto, la repressione sessuale di Hoover è ben motivata dalle parole della madre, interpretata dalla sublime Judi Dench, quando dice “preferirei che mio figlio fosse morto piuttosto che un gerbera”.

J.Edgar ha i suoi momenti toccanti e ben riusciti proprio quando si sofferma sul personale di Hoover, sulla sua balbuzie, sui suoi rapporti con Tolson, sul ruolo chiave nella sua vita della fedele e diligente segretaria Helen Gladys, una dolce Naomi Watts, e dell’amata e severa madre. A completare il quadro del gruppo di interpreti ci sono, in piccoli ruoli, Delmot Mulroney e un allora poco noto Adam Driver, oggi fresco di due candidature consecutive agli Oscar.

Nonostante abbia ricevuto più critiche che lodi, per i ruoli intepretati sia DiCaprio che Hammer hanno ottenuto una candidatura ai SAG Awards, con il primo nominato anche fra i cinque migliori attori dell’anno nel 2012 ai Golden Globes.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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