Marilyn- tutti i segreti di una vita, di Anthony Summers

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Quando si dice un’attività di giornalismo investigativo davvero ben fatta: Anthony Summers, oggi 78enne scrittore irlandese con molte opere di notevole successo alle spalle, ha saputo, grazie ad un’incredibile lavoro di interrogatori, ricostruzioni ed interviste, fare luce sulla vita (e sulla morte) della più celebre stella di Hollywood di tutti i tempi, Marilyn Monroe.

File:Anthony Summers.jpg - Wikimedia Commons
Anthony Summers

Pubblicato per la prima volta nel 1985, Marilyn- Tutti i segreti di una vita, è un’indagine accurata della nascita, dell’ascesa e dei problemi di una delle più famose attrici di sempre, che analizza sia il lato professionale che quello personale dell’angelo biondo di Los Angeles, con numerosi riferimenti e tantissime testimonianze. Ciò che più appare evidente è che il lavoro di Sumers è stato enorme: analizzando per lo più sedici anni della vita della Monroe lo scrittore riporta le parole di centinaia di testimoni, quasi tutti affidabili. Peter Lawford e sua moglie Pat Kennedy, Pat Newcombe, tutti amici di Marilyn, la governante Eunice Murray, la vicina di casa di New York Jeanne Carmen, l’amico e giornalista Sydney Skolsky, lo psichiatra Greenson, il regista Billy Wilder, il fotografo Milton Greene e sua moglie Amy, stretti confidenti di Marilyn, sono solo alcuni delle fonti impiegati da Summers per far luce non solo sulla vita privata di Marilyn, ma anche sulla sua misteriosa morte.

Ciò che sconvolge di più nell’opera di Summers è infatti la grande quantità di informazioni riguardanti la morte della Monroe. Si parla ancora oggi di un suicidio, di una morte accidentale, di un caso particolare e difficile da individuare, ma in realtà sono tante le cose quasi sicure riguardo la fatidica notte fra il 4 ed il 5 agosto. Il coinvolgimento dei Kennedy nella vita di Marilyn è infatti cosa certa: Summers ha trovato prove che testimoniano che Marilyn abbia avuto una relazione seria con Robert, all’epoca Ministro della giustizia, e una saltuaria con John, 35esimo Presidente degli Stati Uniti. L’opera di Summers è infatti anche una lucida analisi dei rapporti che i Kennedy avevano in quel periodo con l’FBI, la CIA , e la criminalità organizzata.

Rivelazioni sconcertanti (attenzione spoiler)

File:JFK and Marilyn Monroe 1962 larger.jpg - Wikipedia

Ciò che più mi ha impressionato è stato venire a conoscenza di una gran quantità di particolari sulla fine di Marilyn: la sua casa di Brentwood era sorvegliata da microfoni spia, che hanno registrato le conversazioni avvenute fra Marilyn e Robert Kennedy nel pomeriggio e nella sera del 4 agosto 1962. Marilyn era furiosa perché Robert non intendeva sposarla e lui arrabbiato per le recriminazioni di lei e perché sapeva di essere stato spiato. Marilyn, infatti, costituiva un pericolo enorme: oltre ai Kennedy frequentava infatti anche Frank Sinatra, il famoso cantante e attore di origine italiana, il quale era in rapporti molto stretti con la mafia di Los Angeles, contro cui Robert Kennedy aveva lavorato attivamente soprattutto con la stesura del libro Il nemico in casa. Stando a quanto riporta uno dei pochi ad aver ascoltato il nastro, ad un certo punto si sentì un tonfo, poi nessuno parlo più e la cornetta del telefono fu alzata senza che nessuno parlasse. Se questo sia vero non possiamo esserne sicuri, ma Summers dice che svariate fonti, tra cui le vicine di Marilyn, sostengono di aver visto Robert far visita a Marilyn a Brentwood quel 4 agosto, ma non è tutto. Diversi membri di un ospedale di Los Angeles affermano che quella notte fu mandata un’ambulanza a casa della Monroe e che questa sia stata trasportata verso l’ospedale in coma. L’analisi di medici qualificati ha inoltre stabilito che Marilyn non possa essere morta fra mezzanotte e le tre e mezza del mattino, quando la cameriera Murray l’ha vista distesa sul letto: il rigor mortis avviene infatti almeno quattro ore dopo il decesso, perciò la Monroe dovrebbe essere morta fra le dieci e le undici della sera precedente.

Summers ci dice anche che i Kennedy scomodarono l’FBI per avere le schede telefoniche di Marilyn, ed infatti queste non sono state trovate: prendere le schede telefoniche di una cittadina senza passare dal normale iter era qualcosa che solo un uomo molto potente avrebbe potuto fare. Non fu inoltre ritrovato il quaderno su cui Marilyn era solita prendere appunti, che tanti testimoni le hanno visto conservare nel corso degli anni. La stessa Eunice Murray, la domestica che dice di aver chiamato i dottori personali dell’attrice alle tre e mezza del 5 agosto, ha smentito privatamente più volte la sua versione, dicendo di essere stata costretta a dire quello che ha detto, ma ammettendo che Kennedy si era recato a casa Monroe quel sabato pomeriggio.

Un libro fenomenale

La lettura di Tutti i segreti di una vita è avvincente, stimolante, coinvolgente, difficile da accettare: insomma, è un ottimo esempio di giornalismo d’inchiesta davvero ben fatto, che lascia tanto sgomento e dà numerose certezze.

Marilyn era innamorata di Robert e ha avuto relazioni sia con lui che con John. I Kennedy hanno occultato la sua morte per proteggere la loro carriera. L’FBI considerava la Monroe pericolosa per le sue simpatie comuniste e temeva che parlasse degli esperimenti nucleari statunitensi, di cui era stata messa al corrente da Bob Kennedy, con la mafia o con i simpatizzanti comunisti. Bob Kennedy era a Brentwood il 4 agosto, e quel giorno ebbe una forte discussione con l’amante.

In tutto questo la cosa più triste è stato rendersi conto di quanto poco fosse tenuta in conto la vita di questa famosissima e bellissima donna: la reggina di Hollywood era ignorata e maltrattata dai suoi amanti e anche dopo la morte non le fu concesso di riposare in pace, ma dovette vedersi derubare della verità.

La lettura di Summers è quella di un testo potente, è l’indagine di una persona che ha scavato a fondo e che ha messo tutto se stesso nel cercare di capire il più possibile delle relazioni del suo oggetto d’interesse, ma è anche il tremendo quadro di una vita tanto carica di successi quanto di tristezza. Leggere dell’infanzia nelle case famiglia, dell’insonnia cronica, dell’abuso di pillole, dell’alcolismo, delle numerosi crisi depressive, dei due o tre salvataggi miracolosi dalla morte per overdose, dei 12 (DODICI!) aborti, fa male, malissimo. Marilyn Monroe ha vissuto una vita tremenda, difficilissima, fatta di una lunga discesa verso il dolore e lo stordimento più assoluti. Negli ultimi anni era peggiorata in modo spaventoso, nonostante avesse raggiunto il suo obiettivo. Forse questo fu uno dei suoi più grandi problemi: non si rese conto di essere diventata ciò che voleva essere, una grandissima attrice, una delle migliori che il cinema abbia mai visto, amata incondizionatamente da tutto il grande pubblico e stimata profondamente persino da quei registi che tanto faceva penare.

Spero che prima o poi si possa completamente venire a conoscenza di quanto accadde nella vita di quella meravigliosa donna che tanto a lungo abbiamo dovuto rimpiangere. Nel frattempo, Anthony Summers le ha reso, alla grande, giustizia.

“Lo spirito di Marilyn Monroe grida da queste pagine con una forza toccante che non ha riscontri”

The Times

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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