Voce umana

Tratto dall’omonimo monologo di Jean Cocteau, pubblicato nel 1930, Voce umana è un mediometraggio diretto da Edoardo Ponti e presentato a vari Festival cinematografici, come quello di Tribeca ed il celebre Cannes Film Festival, nel 2014.

Voce umana, un titolo che è un programma, è un disperato appello ad un amore che amore non è più, è un residuo di speranza e di forzata illusione, perché per Angela, l’anziana protagonista, è più sopportabile continuare ad illudersi, piuttosto che accettare la rottura, la fine di una relazione intensa come poche altre.

Voce umana - Film - RaiPlay
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Il suo aggrapparsi emerge semioticamente attraverso i pochi elementi di scena, come i guanti neri lasciati dall’uomo a casa sua, che lei nasconde per sperare di spingerlo a raggiungerla, o la cornetta del telefono, da cui non riesce a staccarsi, nel tentativo vano di trattenerlo. Sì, perché Voce umana si svolge quasi tutto in un interno, nella stanza di Angela, e fa vedere le difficoltà di questa donna nell’accettare questo distacco. Altra peculiarità di questo breve ed intenso progetto è la lingua: lo struggente monologo di Angela si svolge interamente in napoletano, un dialetto meraviglioso da ascoltare, musicale, che dà una caratteristica intima al film, lo rende più accessibile, più terreno, più realistico.

A dare il volto e la voce alla protagonista è un’immensa Sophia Loren, ora agitata, ora nostalgica, che trasmette un dolore palpabile, una sofferenza da cui è impossibile non essere colpite. Sophia dona un’intensità al suo personaggio che ci permette di conoscere meglio questa relazione, riporta aneddoti e ricordi con un tono dolce-amaro, tenta di recuperare l’irrecuperabile con una caparbietà ed una volontà ferree, e cede allo strazio della perdita con una maestosa semplicità, umanità, per l’appunto.

Ho trovato Voce umana un affresco di rara bellezza, un lavoro di grande intensità artistica dal punto di vista interpretativo, un film minimalista e molto teatrale dal punto di vista della presentazione. Per la sua, ripeto, eccezionale prova la Loren ha vinto un Premio speciale ai David di Donatello del 2014.

Riflettendoci bene, la telefonata di Angela è qualcosa di molto particolare perché raramente nel cinema viene dato tanto spazio all’interiorità di un singolo, per lo meno raramente si ha una struttura monologica, soprattutto nel cinema contemporaneo, dove lo sviluppo dei personaggi e delle relazioni fra essi è sopratutto dialogico, anche nel momento in cui la focalizzazione è solo su uno di essi. Questa coraggiosa scelta, fedele al testo di partenza, secondo me è ciò che ha contribuito maggiormente alla valorizzazione dell’opera.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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