Folklore

“I knew you, trying to change the ending / Peter losing Wendy”

Taylor Swift l’ha fatto di nuovo : si è superata. Soli 11 mesi dopo l’uscita di Lover, Taylor ha pubblicato, a sorpresa, nella prima mattinata italiana del 24 luglio, il suo nuovissimo album, Folklore, concepito durante gli ultimi mesi e scritto, come sempre, interamente da lei.

Partita dal country, diventata regina di vendite grazie al pop, Taylor ha fatto un ulteriore cambiamento, passando all’indie-folk, un genere nel quale ha dimostrato di poter far uscire al meglio la sua abilità di cantautrice. Immergendosi nella propria fantasia Taylor ha saputo creare un mix di finzione, ricordi e riferimenti alla propria vita personale e professionale.

Sul personale ci va pesante in Peace, in cui dice “But there’s robbers to the east/ Clown to the West” riferimento più che chiaro alla lunga faida con il rapper Kanye West, che tra l’altro pubblicherà il suo nuovo disco entro breve.

Il lato fiction viene fuori invece nel triangolo Cardigan-Betty-August, in cui ciascuna canzone è raccontata dal punto di vista di un personaggio diverso : Betty, James e la ragazza con cui James ha tradito Betty. Questo momento narrativo rappresenta secondo me il culmine di Folklore, sia per la delicatezza della musica che per la bellezza dei testi, così intimi e realistici. Ciò che rende Folklore così apprezzabile è che Taylor si è sforzata di andare oltre la superficie delle cose per scendere in fondo, nell’animo di queste adolescenti, nella loro incertezza, nella loro confusione, così come nella loro lucidità. “When you are young, they assume you know nothing” canta Taylor, rivendicando invece la potenza emotiva delle sensazioni vissute e delle esperienze fatte da giovani, del perché queste ci restano dentro così a lungo.

Si ritorna alla storia, quella vera, con The Last Great American Dynasty, canzone su Rebekah Harness, ex proprietaria della villa comprata da Taylor nel 2013, nonché ricca donna borghese del secolo XX, scultrice, filantropa nonché fondatrice di una scuola di ballo. Il carattere anticonvenzionale della Harness, in cui Taylor si ritrova, rende il testo una storia assai interessante, che va oltre l’omaggio, e si avvicina di più ad una rivendicazione del proprio sé in contrapposizione alle avversioni degli altri.

Exile, l’unico duetto del disco, con Bon Iver, è un’altra traccia densa di malinconia, nostalgia, incomprensione ricca di sfumature e con un’alternanza di voci, fra quella bassa e potente di Iver e quella sottile e calda di Taylor, meravigliosa. This Is Me Trying, invece, spezza il cuore : fa male sentire il tentativo non corrisposto, fa male sapere la delusione di Taylor, che anche qui trascende la propria persona per parlare ad un pubblico ampio. Anche Mirrorball ha questo carattere di onestà e autocoscienza, che rende tutte le canzoni empatiche, comprensive, come se fossero state scritte da chi le ascolta, senza mai cadere nel rancore e nell’autocommiserazione.

Di una ricchezza lirica pari ad un racconto ad episodi in cui tutte le parti si uniscono in una polifonia di temi diversi, ma di uguale spessore e con un filo conduttore che sta nell’atmosfera creata da ciascuna, Folklore è un lavoro minimalista nell’estetica, intenso nei significati, rivelatore di una profondità non scontata e anzi rarissima nella musica attuale.

Ma il successo di Folklore, ovviamente, non si ferma al mio, trascurabile, apprezzamento, bensì si espande in tutto il mondo, testimoniato da decine di recensioni entusiastiche di giornali, riviste specializzate, blog di musica e articoli della critica, che lo hanno reso l’album più stimato di questo 2020. L’ottavo lavoro di Taylor, pur così poco commerciale dal punto di vista della progettazione, ha infranto ogni sorta di record anche dal punto di vista degli ascolti. Con oltre 80 milioni di riproduzioni su Spotify nelle prime 24 ore, Folklore ha battuto thank u, next, quinto disco di Ariana Grande, per il miglior debutto sulla piattaforma. Le previsioni parlano di oltre 700 mila copie vendute solo negli States nella prima settimana, e di oltre 1,3 milioni di copie vendute nel mondo nel primo giorno. Dei numeri che nessuno, eccezion fatta per Adele, è riuscito a raggiungere nel corso degli ultimi 5 anni.

Swift lascia parlare la sua musica. Niente promozione, nessuna intervista, nessun anticipo. Solo la sua creatività, la sua passione; solo lei, il piano, un coro, e tanto, tanto da raccontare.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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