Quando la moglie è in vacanza

File:Marilyn Monroe photo pose Seven Year Itch.jpg - Wikimedia Commons

La commedia di Billy Wilder è sagace nella sua satira sociale, leggera, pungente ed estremamente intelligente, tanto che, come mi è stato fatto notare, Quando la moglie è in vacanza, film del 1955, sembra molto più moderno di quanto effettivamente non sia.

“Io la trovo un’estasi!”

Marilyn Monroe/La Ragazza

Richard Sherman, 39enne newyorkese, lavora in una casa editrice a Manhattan durante l’estate, periodo in cui la moglie Helen ed il figlio Ricky vanno in vacanza fuori città. Richard rappresenta in tutto e per tutto l’uomo statunitense medio, con un lavoro buono, una famiglia, piccoli vizi da cui deve allontanarsi (come bere e fumare) e un sacco di fantasie irrealistiche.

“Quale bionda in cucina” “Ti piacerebbe vederla eh? Forse è Marilyn Monroe!”

Sonny Tufts/Tom MacKenzie e Tom Ewell/Richard Sherman

La sua lotta contro le tentazioni che la libertà dagli obblighi famigliari gli ha concesso si complica quando arriva, in affitto all’appartamento superiore, una splendida ragazza, attrice pubblicitaria allegra e piena di vita, che si dimostra incredibilmente interessata e gentile nei confronti di Richard, scatenandone l’immaginazione.

File:Marilyn Monroe - Abito bianco.jpg - Wikipedia

Proprio l’immaginazione è la parte migliore dei film, con Richard che si lascia andare a lunghi monologhi in cui prima sostiene una tesi e poi la contraddice, si immagina capace di sedurre con facilità la ragazza e poi si dispera perché crede che la moglie abbia saputo del, per altro non avvenuto, tradimento. Le speculazioni di Mr Sherman, mal supportate nella pratica, sono una rappresentazione esatta delle assurde creazioni della mente umana, che si propone possibilità ed esiti incredibili.

File:Marilyn Monroe Seven Year Itch.jpg - Wikimedia Commons

La commedia è il campo di gioco di Wilder, e Quando la moglie è in vacanza è una delle migliori dell’epoca, una delle più divertenti e ricche di scene epiche. Basti citare la famosissima sequenza in cui Marilyn, vestita del celebre abito bianco plissettato, si rinfresca sopra le grate della metropolitana al di fuori del cinema. Il vento le solleva la gonna, scatenandone le risate. La storia dietro questa scena è assai emblematica del potere mediatico di Marilyn: nonostante la sia stata girata di notte c’erano migliaia di persone ammassate lungo la strada, per vedere Marilyn in tutta la sua bellezza. Tale evento fece scatenare, fra l’altro, le gelosie del secondo marito della Monroe, Joe DiMaggio, costringendo il regista a tagliare la registrazione e a rifarla in un interno. Marilyn e Joe divorziarono il mese successivo, nell’ottobre del 1954, dopo appena 9 mesi di matrimonio.

Quando la moglie è in vacanza è un film già di per sé eccellente e Tom Ewell è un protagonista straordinario nel suo essere assolutamente ordinario, eppure ciò che rende davvero speciale la pellicola è lei, Marilyn, in uno stato di grazia fisica e interpretativa irraggiungibile. Marilyn è la ragazza del piano di sopra, una figura femminile archetipica, un simbolo più che un personaggio. La ragazza non ha un nome proprio per questo: rappresenta un’ideale di bellezza, purezza, sensualità ed eleganza che trascende la storia personale e collettiva. Marilyn è incredibile perché sa essere divertente, dolce e pratica : il suo personaggio è sempre coi piedi per terra, a differenza di quello di Tom, e questo contrasto contribuisce ad acuire l’ilarità dello sceneggiato. I costumi ne esaltano inoltre la bellezza, spesso rafforzandone l’area eterea, da dea dell’amore: abiti bianchi e rosa pallido che fanno risaltare i riccioli biondi e gli occhi chiari, il suo essere allo stesso tempo angelica, irraggiungibile e fortemente concreta, umana, sensualmente e fisicamente prorompente.

Un film che fa ridere perché fa riflettere, meditare sulle assurde elucubrazioni a cui giunge spesso l’uomo, nel suo delirio ambiguo di onnipotenza e fragilità.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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