Frida Kahlo

Frida è un personaggio molto più complesso ed affascinante di quanto una persona possa pensare: la sua vita, purtroppo assai breve e costellata di dolori fisici e non, è stata incredibilmente densa di eventi, relazioni e arte. Perché in primo luogo Frida è un’artista straordinaria, forse la più celebre pittrice contemporanea. Nata il 6 luglio del 1907, Frida morì nel 1954, a fianco del marito Diego Rivera, altro celebre artista, muralista vent’anni più anziano, per il quale l’arte poteva essere potente strumento di propaganda politica.

Tanto di quello che so su Frida lo devo alla splendida pubblicazione di Giunti Editore, Frida Kahlo, a cura di Achille Oliva e Martha Zamorra. In questo dossier artistico Frida viene presentata come una creatrice che attinge molto dalla propria vita per creare l’arte, e che usa l’arte come consolazione e come mezzo attraverso cui esorcizzare i dolori futuri. Per questo, anche, la protagonista dei suoi quadri è lei, in tutti i suoi aspetti: il rapporto con il suo corpo, con la mancata maternità dovuta ad una costituzione fisica inadatta, con le operazioni chirurgiche subite dopo l’incidente avuto da ragazza, che ne ha peggiorato la salute, sono centrali nella sua opera.

I quadri di Frida sono stati spesso accostati al Surrealismo, e anche a me sono sembrati molto simili, se non altro per la presenza nelle opere della Kahlo di elementi metafisici e fantastici, nella indipendenza di esse da uno spazio organizzato coerentemente, realisticamente. Frida tuttavia si è sempre sentita distante dal Surrealismo, e forse proprio la sua particolarità ed il suo distacco dalle correnti più importanti la hanno resa unica e iconica.

Nota a parte: Frida Kahlo per me è un’ispirazione anche come personalità. Sfidando conformismo e tempi assai immaturi per la liberazione sessuale e di genere, Frida ha saputo godersi la propria vita con autenticità. Legatasi a Diego Rivera nonostante sapesse dei suoi tradimenti, Frida ha intrattenuto con lui una relazione aperta, avendo esperienze sessuali e anche sentimentali con donne e uomini, fra cui il celebre Trotskij. Icona femminista, Frida ha saputo ritagliarsi uno spazio a parte nel mondo dell’arte, dominato all’epoca dagli uomini, salvo rarissime eccezioni. Inoltre, ha sostenuto le idee rivoluzionarie del marito, combattendo ideologicamente la povertà e l’oppressione dei meno abbienti perpetrata dal sistema capitalistico e rifiutando la censura con forza.

Per comprendere la vita e l’arte di Frida il mio consiglio cinematografico è senza dubbio Frida (di cui vi ho parlato qui), film del 2002 con una grande Salma Hayek e una ricostruzione scenografica spettacolare.

Post Scriptum: tutte le splendide immagini sono prese da Frida Kahlo, di Achille Oliva e Martha Zamora, edito da Giunti.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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