JFK – Un caso ancora aperto

File:JFK limousine cut off ver..png - Wikipedia

22 novembre 1963: a Dallas, in Texas, lungo una parata in una decapottabile nera, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viene assassinato con più colpi d’arma da fuoco. Il presunto assassino, Lee Harvey Osvald, simpatizzante sovietico, viene arrestato e ritenuto colpevole, nonostante si dichiari innocente. Due giorni dopo Oswald viene assassinato a sua volta, da Jack Ruby. Il caso sembra essere chiuso, risolto in un duplice omicidio di due fanatici che hanno agito singolarmente.

Nel 1966, a tre anni di distanza dagli eventi, Jim Garrison, procuratore distrettuale, indotto da una conversazione con un senatore, legge tutti i volumi riguardante il caso, curato dalla Commissione Warren. La lettura acuisce i suoi sospetti e Garrison decide di riaprire il caso, di indagare e di non demordere là dove la Commissione aveva tralasciato, trattato con superficialità o traviato la realtà.

Ovviamente le ricerche richiedono pazienza e un’incredibile determinazione, perché tutto e tutti hanno la ferma volontà di far rimanere le cose come stanno. Garrison incontra in carcere un gigolò gay, Willie O’Keefe, che afferma di avere avuto una relazione con il potente Clay Shaw, ex-agente della CIA. Willie dice di aver preso parte a delle riunioni con Shaw, organizzate da David Ferrie, anche lui coinvolto nelle operazioni dell’Intelligence statunitense. In queste riunioni i partecipanti, Oswald, Ferrie e Shaw, più volte affermano di voler assassinare il presidente, con ‘aiuto degli anti-castristi cubani. Ferrie viene a lungo pressato da Garrison e i suoi colleghi, ma, dopo aver rivelato di non poter rivelare tutto, preoccupato per la sua vita, viene trovato morto nel suo appartamento.

Nel frattempo la stampa si fa sempre più invadente e critica nei confronti di Garrison e uno dei suoi collaboratori sembra tradire la sua fiducia. Il procuratore deve affrontare anche una situazione privata impegnativa: la moglie Liz litiga sempre più spesso con Jim e, spaventata dalle conseguenze delle sue ricerche, lo invita a lasciare prendere, oltre a rimproverargli l’assenza nella vita dei figli e delle figlie, assorbito com’è nella mole di ricerche e lavoro.

Oliver Stone, regista e co-sceneggiatore del film, è, stando a quanto ho letto, un esperto di questo genere di film, a metà fra l’inchiesta e l’analisi politica: nel 1995 ha diretto Nixon, nel 2008 W. su George W. Bush, oltre ad aver creato pellicole celebri come Nato il quattro luglio (1989) e Ogni maledetta domenica (1999).

In JFK- Un caso ancora aperto, film del 1991, Stone presenta il durissimo lavoro del procuratore Garrison, presentando la sua tesi e le sue ricerche con un ottimo andamento a doppio filo: uno è quello professionale, l’altro quello privato, messo a dura prova dal primo. Un aspetto davvero interessante e, secondo me, per nulla destabilizzante, è l’uso di flashback, reali o ipotetici, per integrare il racconto nel mentre che i testimoni e gli indagati riproducono lo svolgimento dei fatti.

La ricostruzione è incredibile, soprattutto nell’arringa finale di Garrison, dopo cui chiunque è costrett* a dar ragione al procuratore: l’assassinio di Kennedy non è avvenuto nel modo in cui la Commissione Warren lo ha deciso. La teoria del fuoco incrociato, secondo cui i colpi sparati a Kennedy sarebbe stati sparati da più uomini in posizioni diverse, e quindi Oswald non potesse essere l’unico colpevole, è provata in modo schiacciante. Garrison ha osato togliere alla giustizia il bavaglio che il potere le ha imposto, ed è stato per questo massacrato e non creduto. CIA, mafia e lo stesso presidente Lyndon Johnson sono stati evidentemente coinvolti nella morte di un presidente scomodo, ma nessuno è disposto a credere a questo.

Dopo averlo visto nel classico Guardia del corpo (1991) Kevin Costner mi era sembrato privo di profondità ed empatia: in JFK, invece, è l’uomo giusto al posto giusto, praticamente perfetto per la parte e molto ben coinvolto in tutti i ruoli: grande nell’avvocatura, piccolo in confronto alle forze che lo ostacolano, umano nella famiglia, forte come leader. Un ottimo ritratto di quello che potrebbe essere stato Jim Garrison (dico potrebbe perché io non ho visto video ritraenti il procuratore). La brava Sissy Spacek è il volto noto che interpreta la moglie Liz, mentre l’highlander Jack Lemmon è l’ex agente Jack Martin, che lavorava in un ufficio da dove Ferrie coordinava gli assassinii. Un giovane Kevin Bacon è Willie O’Keefe, mentre Clay Shaw è interpretato da Tommy Lee Jones. Irriconoscibile il giovane Gary Oldman che interpreta il sospetto e sfuggente Oswald.

Fondamentale nonostante sia poco sullo schermo è Donald Sutherland, il Mister X che dà informazioni fondamentali a Garrison per spingerlo ad andare in fondo alla questione.

Dopo aver visto JFK ho davvero iniziato a pensare più seriamente al fatto che la verità sia manipolata da chi ha potere, soldi ed armi, che a decidere siano pochi potenti che scelgono come impostare la Storia e come ripulirsi le mani dal sangue, sterminando e ridicolizzando coloro che si oppongono. Che Kennedy sia stato ucciso per un complotto della CIA, scontenta per il disastro della Baia dei Porci, sono convinto. Il merito è di Stone, che ha diretto e scritto un film che è sia un dramma giudiziario, un thriller per certi versi, ma soprattutto è un documento storico importante. La colonna sonora, che trasmette angoscia con una sottigliezza invidiabile, è la ciliegina sulla torta dell’onestà che lotta per venire a galla.

JFK un caso ancora aperto, è stato candidato a ben 8 Oscar, vincendo i premi per la Fotografia e per il Montaggio, ed è stato elogiato per la regia, per le performance di Lee Jones e Costner e per la sceneggiatura. Ancora oggi sono pochi i film di Hollywood così parzialmente esposti in aperta contraddizione ai poteri forti. Da vedere assolutamente.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: