Quo Vadis?

File:Poster - Quo Vadis (1951) 01.jpg - Wikipedia

Quello che si dice un kolossal fatto a regola d’arte, Quo Vadis?, film del 1951 diretto da Mervyn LeRoy e tratto dal romanzo storico dello scrittore premio Nobel Henryk Sienkiewicz, è una ricostruzione della storia di Roma negli ultimi anni dell’impero di Nerone, che governò dal 54 al 68 dopo Cristo.

La trama

Deborah Kerr & Robert Taylor | Quo Vadis (1951) | Susanlenox | Flickr

Protagonista è Marco Vinicio, console di Roma, il quale, reduce dalle campagne vittoriose all’estero, incontra Licia, figlia dell’ex console Plautio, della quale si invaghisce subito. Licia è però cristiana e, nonostante sia anch’ella innamorata di Marco, non può ricambiarlo, perché lui possiede schiavi e idolatra dei pagani. A complicare le cose sono le volontà dell’imperatore Nerone il quale, autocrate insofferente e vanaglorioso, ha ucciso la moglie Ottavia per sposare Poppea, imperatrice attratta da Vinicio e gelosa di Licia. A sostenere e consigliare Nerone sono il capo delle guardie pretorie Tigellino, l’arbitro di eleganza Petronio e, in misura minore, il saggio filosofo e letterato Seneca.

File:Leo Genn.jpg - Wikipedia

Per soddisfare la propria sete di grandezza e lusso Nerone ordina l’incendio di Roma, addossando la colpa di tale disastro ai cristiani, su suggerimento di Poppea. Gli innocenti, di cui fanno parte anche Licia, Plautio e la moglie Pomponia, vengono fatti sbranare dai leoni e bruciati vivi secondo l’ordine di Nerone, che soddisfa così la sete di sangue del popolo (e la propria). Fra le vittime c’è anche San Pietro, il quale viene indirizzato da Dio a Roma per salvare i suoi fratelli, e tiene un’orazione che scalda il cuore dei cristiani, oltre ad unire in matrimonio Marco e Licia, per i quali Poppea ha preparato un supplizio particolare.

La ricostruzione storica interessante

File:Peter Ustinov 2.jpg - Wikipedia

Quo vadis? ha diverse inesattezze storiche: la discrepanza di quattro anni fra l’incendio di Roma (64) e la fine del regno di Nerone (68) è ignorata, non viene rappresentato il suicidio di Seneca e Lucano, Poppea viene fatta uccidere da Nerone subito prima della di lui morte, quando in realtà morì svariati anni prima del marito. Tuttavia, considerate le necessità di ridurre una così grande quantità di avvenimenti storici in un film, seppure lungo, la ricostruzione è assolutamente promossa. Le imponenti scenografie, le bighe trainate dai cavalli, il grande anfiteatro in cui vengono sacrificati i cristiani, la porpora sulle tonache dei senatori: tutto rispecchia con precisione la Roma imperiale del primo secolo. Anche gli effetti speciali sono impressionanti a volte: è il caso dell’incendio dell’Urbe, con le fiamme che ardono i tetti delle case romane. Interessante è il fatto che i romani vengono mostrati stretti nelle strade fra i palazzi, ottimo evidenziamento del poco spazio che c’era fra gli edifici e che contribuì al propagarsi del fuoco, la cui causa fu probabilmente un incidente.

Un grande cast

Archivo:Patricia Laffan.jpg - Wikipedia, la enciclopedia libre

La vera ciliegina sulla torta è Peter Ustinov nel ruolo di Nerone. Il futuro Poirot caratterizza il proprio personaggio seguendo bene le descrizioni fatte di lui dalla letteratura senatoria. Nerone è così un ragazzone vanitoso, egoista, un folle egocentrico che non sopporta gli ostacoli e non sa far fronte alle difficoltà. Ustinov lo rende quasi simpatico, con le sue mediocri qualità di poeta e cantante e le sue bizze infantili, ed è talmente bravo da strappare una nomination agli Oscar. Nomination ottenuta anche da Leo Genn, nel ruolo di Petronio, simbolo del poeta-cliente che rinuncia alla vita, ma non alla dignità. L’allora famosissimo Robert Taylor è invece Marco Vinicio, all’inizio prepotente romano con smanie di potere che tratta l’amata come un oggetto, poi innamorato redento e capo della rivolta. Licia invece è rappresentata dalla bella Deborah Kerr: questo personaggio all’inizio è da apprezzare per la sua forza d’animo e la dignità che dimostra, finendo poi per scomparire un po’ rispetto ai comprimari. Perfetta per la parte della femme fatale di Poppea è Patricia Laffan, sempre insinuante, sardonica, calcolatrice e con tanto di ghepardi da compagnia.

Per concludere

File:Quo Vadis (1951) trailer 8.jpg - Wikipedia

Quo Vadis? è però ancora di più di questo: è un film che vuole sottolineare l’abuso di potere da parte degli uomini e mostrarne la piccolezza rispetto alla forza della fede cristiana, che prescinde classe sociale e provenienza per unire le persone in una civiltà migliore, o perlomeno questi sono i propositi. Maestoso nei costumi, nel numero delle comparse, nelle scenografie e nella caratterizzazione dei personaggi, Quo Vadis? è stato il film di maggior successo del 1951 ed è senza dubbio uno dei film epico-storici più sfarzosi che possiate trovare.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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