Auguri Meryl, -5: La morte ti fa bella e Madeline Ashton

Commedia nera a dir poco geniale, La morte ti fa bella si serve del talento comico delle sue protagoniste per parodiare, divertire, criticare e deliziare il pubblico. Facendosi forza di molti luoghi comuni propri in particolar modo della alta società, e non senza ricadere talvolta in essi stessi, La morte ti fa bella è la storia di Madeline Ashton, soubrette e cantante in decadenza, che “ruba” il promesso marito, il chirurgo plastico Ernest Melville (Bruce Willis), all’ex amica Helen Sharp, la quale si vendica coi controfiocchi, organizzandone l’omicidio proprio con Ernest.

Potresti smettere di respirare?

Ovviamente per reggere una commedia di questo genere occorrono grandi interpreti, che sappiano far ridere caratterizzando i propri personaggi bene, facendo sì capire che si tratta più di esagerazioni che di interpretazioni realistiche, ma sapendo anche come agire per far comprendere al pubblico che il genere del film capovolge i soliti valori. Perciò gli attacchi fisici, gli assassinii, o presunti tali, non sono da prendere sul serio, e la cattiveria ed il cinismo delle due donne è da contestualizzare nel noir, che fa sua una comicità grottesca e volutamente ridicolizzante.

Il talento per le parti comiche di Goldie Hawn, che recita la parte di Helen Sharp, è indubbio, e la sua vamp/femme fatale, rancorosa, ossessiva e vendicativa, è riuscitissima. Menzione d’onore la merita Isabella Rossellini, che interpreta l’immortale  Lisle Von Rhoman, che con il suo elisir di lunga vita aiuta Madeline e Helen.

“E muoviti coglione!”

Madeline Ashton, falsa, affascinante, sexy e calcolatrice, è un’opportunista in piena regola. Dopo essersi fatta presentare Ernest da Helen, si sposa con lui, per poi tradirlo regolarmente con un uomo molto più giovane. Lasciata dall’amante e ossessionata dalla paura di invecchiare e di perdere il proprio sex appeal, Madeline si reca da Lisle, ottenendo l’elisir e ringiovanendo.

Il ruolo di Madeline è a mio parere spesso messo in ombra da altri grandi interpretazioni di Meryl, in film maggiormente impegnativi dal punto di vista della sceneggiatura e della regia, ma merita di essere ricordato, perché è una delle migliori espressioni della capacità di Meryl di calarsi alla perfezione nei panni di un personaggio comico, divertente ed odioso allo stesso tempo. Meryl recita sfoderando sguardi gelidi e di disprezzo, sorrisi di autocompiacimento, grida di ira e moine da incantatrice, restando immersa nel personaggio, ma allo stesso tempo separandosi nettamente da questo, come a dire a chi guarda “ma l’avete vista questa pazza?”.

Prendendosi gioco della paura di invecchiare, della volontà esasperata di apparire sempre estremamente attraenti e di conformarsi il più possibile agli standard di bellezza, Meryl costruisce un’antieroina detestata da quasi tutti, incredibilmente sfacciata e sicura del proprio fascino eppure notevolmente fragile proprio perché dipende interamente da esso. I battibecchi con Helen e Ernest sono incredibilmente divertenti e il suo linguaggio rude e volgare è adattissimo, così come la risata sguaiata.

Candidata ai Golden Globes del 1993, Meryl ha trovato un notevole successo commerciale (quasi 150 milioni di dollari incassati mondialmente) con La morte ti fa bella, in un periodo in cui le era proposto un numero inferiore di parti complesse e drammatiche. Madeline è stata l’ennesima dimostrazione della capacità di trasformazione di Meyl, un camaleonte del grande schermo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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