Auguri Meryl, -4: La voce dell’amore e Kate Gulden

La voce dell’amore è una di quelle storie incredibilmente tristi e per certi versi liberatorie che non si può fare a meno di amare, se non altro per quella ferma volontà di demistificazione che è alle basi del progetto. Tutto il film infatti è basato sullo smontare l’apparente successo della famiglia Gulden, composta da George, brillante docente universitario, Kate, una madre socievole e sempre allegra, Ellen, brillante giornalista di New York, e Brian, che studia ad Harvard.

Tutto si sgretola quando Kate si ammala di cancro ed Ellen torna nella bella villa di famiglia per aiutarla. La realtà che viene fuori è molto più complessa di quella immaginata da Ellen, da sempre grande ammiratrice del padre ed in rapporti difficili con la madre. La realtà è sempre più complessa, e questo è alla fine un bene: non ci sono gli stessi parametri per tutti, la felicità e la realizzazione personale non coincidono sempre con le aspettative degli altri, o con le aspettative che ci creiamo noi stessi. Brian, che vuole abbandonare gli studi per lavorare, ne è consapevole, mentre George, alcolista e traditore, ne è vittima. Kate, incomprensibile alla figlia, è quella che lo capisce meglio di tutti: sa che vivere può voler dire sacrificarsi, sa che le relazioni non sono sempre ottimali, ma va avanti lo stesso. Non so quanto io possa essere d’accordo con quello che dice Kate alla figlia, ma sono pienamente convinto da come glielo dice, da come Meryl fa parlare questa donna, che ama con tutta se stessa la vita che ha avuto, che sente dentro di sé la gratitudine per ciò che ha.

Meryl ha dovuto interpretare un ruolo molto difficile in questo caso, perché Kate è un personaggio controverso, una donna probabilmente troppo attenta alle apparenze, ma allo stesso tempo estremamente consapevole di ciò che le accade intorno. Sa che il marito la tradisce, ma passa sopra a questo; sa che la figlia la disprezza, ma la ama con tutta se stessa.

Non è facile inquadrare Kate, e proprio questo è il punto: i personaggi di questo film non voglio essere ridotti a categorie, ad esempi o modelli. Sono imperfetti e umani, tremendamente umani. Sono pieni di debolezze, e hanno imparato tanto dalla vita. Ellen, interpretata da un’ottima Renee Zellweger, è l’unica a dover riaprire gli occhi, e ci riesce grazie all’aiuto di Kate. Kate che è eccessiva, testarda, difficile, e che sembra sfigurare accanto ad una figura eminente come quella del marito, eppure è un personaggio dotato di forza, di coscienza di sé e degli altri, di una lucidità e di una percettività assolute. E ha delle abilità, fa quel lavoro invisibile e non retribuito che tante donne sono costrette a fare, vive nell’ombra, ma lo fa con dignità. La dignità non abbandona mai Kate, il cui dramma coinvolge tutti.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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