Auguri Meryl, -6: Il Dubbio e Sorella Aloysius

Proseguendo questa carrellata, attraverso cui spero di rendere giustizia ad alcuni dei migliori ruoli di quella leggenda vivente che è Meryl Streep, lo scenario cambia completamente, nonostante Il Dubbio, film indipendente scritto, diretto e ideato da John Patrick Shanley, sia uscito nel 2008, cioè nello stesso anno in cui Mamma Mia! sfondò a livello mondiale.

Il Dubbio è uno dei film meglio recitati che io abbia mai visto, forse anche perché tutto nelle scelte di Stanely, dai costumi ai luoghi, dalle inquadrature al ristretto numero di personaggi, fa sì che lo/a spettatore/trice si soffermi sui dialoghi. Dialoghi straordinariamente brillanti, ben costruiti, intelligenti, che rispecchiano le identità di ciascuno dei personaggi e che sono magistralmente interpretati da un cast di stelle: oltre a Meryl, anche Amy Adams (Sorella James), Philyp Seymour Hoffman (Padre Flynn) e Viola Davis (Mrs Miller) sono state candidate agli Oscar del 2009 per il loro incredibile lavoro.

Il ruolo di Sorella Aloysius è ottimo se preso a paragone con quello di Donna Sheridan, perché permette di evidenziare l’incredibile range artistico di Meryl: quanto la prima è conservatrice, severa, austera, rigorosa e cupa, tanto la seconda è solare, allegra, scatenata e progressista.

Eppure la sceneggiatura de Il Dubbio è eccezionale perché non tratta le sue protagoniste come archetipi, bensì fa vedere la loro complessità e la loro umanità, pur dando a ciascuna una precisa caratterizzazione. Così Sorella Aloysius è una donna che può apparire come l’antagonista all’inizio, una suora ligia al dovere ed ai voti, che incute timore agli alunni e alle alunne quanto al corpo docenti. Eppure la sua ricerca della verità dimostra un’integrità morale, una forza di volontà ed una schiettezza non comune e le sue incertezze fanno vedere come anch’ella sia preda del dubbio.

Per Sorella Aloysius il fine giustifica i mezzi, e, vista la situazione in cui si trova, nessuno/a può biasimarla. Il Dubbio lascia trasparire come la Chiesa cattolica sia effettivamente un ambiente in cui la verità, soprattutto se è scomoda, è censurata ad ogni costo, in cui lo scandalo è evitato grazie alle strette gerarchie, che relegano privi di voce coloro che non vuole che parlino.

Su un tema così delicato i rischi sono ovviamente elevati, ma in caso positivo il successo è ancora maggiore: Meryl ha dimostrato di poter creare qualcosa di magico in una parte di sicuro molto appetibile, ma anche assai complessa, e che può essere presa come esempio della caratura di questa attrice nei ruoli drammatici più impegnativi. La critica ha innalzato al cielo la sua prova: oltre alla già citata candidatura agli Oscar, Meryl ha ottenuto una nomination anche ai Golden Globes (facendo doppietta nel 2009), ai SAG Awards e ai BAFTA. L’unica cosa su cui non è concesso il dubbio è questa: Meryl Streep è puro genio cinematgrafico.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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