Madame X compie un anno: un manifesto politico

Il 14 giugno dello scorso anno sua maestà la Regina del Pop Madonna tornava alla ribalta con un nuovo disco, il suo quattordicesimo, a distanza di quattro anni da Rebel Heart (2015), Madame X.

Il periodo di Madame X è stato per me un periodo felicissimo di scoperta: con questo progetto tutt’altro che commerciale e pop nel vero senso della parola, Madonna ha toccato nuovamente le giuste corde della musica, è andata oltre i suoi ultimi lavori per concepire un album concettuale fatto di sperimentazione, unione di culture, per creare un progetto politico e sociale che mettesse in primo piano una serie di problematiche legate alla contemporaneità.

Nel corso della sua lunghissima carriera Madonna ha spesso preso posizione in favore della libertà, la libertà collettiva, la libertà artistica e quella individuale. Canzoni come Express Yourself, inno femminista pop, Like a Prayer, con un video di denuncia al razzismo, Hollywood, sull’ipocrisia del mondo dello spettacolo, American Life, in cui distrugge la patina d’oro che copre l’orrore della realtà statunitense, non sono solo successi internazionali, ma veri e propri pezzi critici verso determinate ideologie e discriminazioni, che pochissime artiste avevano fino ad allora fatto così apertamente. Una delle principali ragioni per cui Madonna riesce sempre ad incuriosire ogni volta che si impegna in una nuova opera musicale è che non ha paura di dire ciò che pensa, non ha paura di varcare i limiti, non teme nessuno e niente e lascia se stessa libera di esprimere ciò che ha da raccontare.

Madame X cattura proprio questa parte dell’essenza della Ciccone, quella che trasuda forza, volontà di fare qualcosa di nuovo e soprattutto decisione nel mostrare la realtà attraverso la musica e la videografia. La stessa Madonna fa un passo indietro per assumere le vesti di un alter ego, appunto Madame X, una donna che “lotta per la libertà portando la luce nei luoghi bui”. Questa misteriosa identità sfuggente, che può essere tutte e nessuna, rimanda alla giovinezza della cantante, quando la sua insegnante di danza, l’illustre Martha Graham, la chiamò con questo epiteto, sostenendo di non riuscire ad identificarla, perché cambiava troppo spesso comportamento, vestiti, umore. E così fa Madame X, che è ogni donna e per questo in lei ogni donna può identificarsi, ogni donna può raggiungere quel livello di indipendenza e importanza nella propria comunità a cui Madonna aspira e che realizza attraverso Madame X.

Madame X esplora quindi non solo una grande varietà di tematiche, ma anche un gran numero di produzioni differenti: una fra tutte il fado, musica popolare tipicamente portoghese, ma anche la musica africana di Capo Verde, che compare con forza in Batuka, ultimo estratto dall’album, che vede Madonna affiancata dalle Batukadeiras, un gruppo di percussioniste di discendenza africana che compaiono nel video del singolo, in cui ballano e marciano con la Ciccone.

Il testo di Batuka può essere interpretato come una preghiera per la liberazione dall’oppressione, probabilmente con un riferimento allo schiavismo e alla deportazione dei neri d’Africa e alla supremazia giuridica, sociale ed economica dei bianchi europei e dei colonizzatori. Da questo si passa ad una musica elettronica con uso massiccio di effetti vocali in Future, featuring con il rapper Quavo, una traccia che va a colpire il conservatorismo dilagante in tutto il mondo, specialmente nelle Americhe (basti pensare a Trump o Bolsonaro): “non tutti stanno venendo verso il futuro”. Future è un singolo promozionale con un ottimo testo ma un sound che stride leggermente con il resto e un ritmo più piatto che crescente.

Medellìn, altra collaborazione con un giovane cantante, Maluma, primo singolo estratto, è forse la canzone più commerciale del disco, con sonorità pop-latine ed è la traccia più personale, in cui viene detto come la cantante si è “permessa di essere naïf“, di essere “se stessa” e di abbandonarsi alla propria volontà ed al proprio vero essere. Come primo estratto la scelta è azzeccata dal punto di vista delle necessità economiche, essendo un featuring con un artista molto in voga nel mondo latino-americano, ma di certo Medellìn non è il meglio che potete trovare in Madame X.

Fra le vere perle del disco c’è invece Dark Ballet, che fra le altre cose presenta un passaggio della Danza dei flauti tratto da Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, compositore russo della seconda metà dell’Ottocento. Nello scioccante video di accompagnamento il protagonista è Mykki Blanco, un performer che interpreta Giovanna D’Arco : il parallelo è azzeccatissimo. Come Giovanna era una donna rivoluzionaria a modo suo, Blanco, da persona nera, Queer e HIV positiva ha dimostrato coraggio nel vivere ogni giorno con speranza. Dark Ballet è una spina nel fianco al bigottismo, al pregiudizio e allo strapotere di coloro che credono di potersi permettere di mettere a tacere tutt* coloro che non si adattano ai loro standard.

Killers Who Are Partying è un altro elemento dal testo potente, attraverso cui Madonna-Madame X si schiera dalla parte degli oppressi contro la propaganda dell’odio, abbracciando l’intrecciarsi delle culture e delle tradizioni, promuovendo con forza il rispetto, l’empatia, lo sforzo di conoscenza, tutte quelle qualità necessarie ad abbattere la diseguaglianza. Extreme Occident è una delle canzoni più suggestive e meglio riuscite del disco, sia dal punto di vista musicale che lirico: ritorna il tema del dubbio, del lavoro su se stessa, della ricerca della libertà come valore singolare e collettivo. “Ho dovuto pagare il costo” canta Madonna, consapevole di come spesso chi ricerchi la verità senza accettare compromessi sia maggiormente esposto a critiche , incertezze ed opposizioni.

I Rise è stata descritta dalla stessa autrice come “un modo per dare voce a tutt* coloro che sentono di non avere l’opportunità di dire la propria opinione”, ed inizia infatti con un estratto del discorso tenuto dalla giovanissima attivista Emma Gonzalez, sopravvissuta alla sparatoria della Stoneman Douglas High School. Un inno di sopravvivenza che prelude a God Control, in cui il tema della violenza è centrale.

Crave, terzo singolo dell’album, è il pezzo più pop e più classico, in collaborazione con il giovane Swae Lee, una canzone orecchiabile con un testo d’amore e un video molto semplice, in parte bianco e nero, mentre Bitch I’m Loca, di nuovo con Maluma, e Faz Gostoso, con Anitta, due tracce in spagnolo e inglese di musica latina commerciale, sono i pezzi meno riusciti dell’album, leggeri sì ma non particolarmente intelligenti né brillanti nella produzione. A impreziosire l’edizione deluxe è Ciao Bella, in cui Madonna riprende il celebre canto dei partigiani italiani , sottolineando ancor di più la propria obiezione alla destra estremista dilagante negli States e nel mondo.

Menzione a parte merita quel capolavoro assoluto di God Control, meravigliosa punta di diamante del progetto. A renderlo indelebile il video, diretto da Jonas Akerlund (Telephone, Paparazzi, Hold It Against Me) che richiama la strage di Orlando del 2016. In God Control Madonna sfrutta al massimo l’iconografia per richiamare l’attenzione sul problema del controllo delle armi e sugli assassinii di massa compiuti spesso negli Stati Uniti a causa della cultura della violenza, nella maggior parte dei casi contro le minoranze: un tema che non può non toccare particolarmente in questo preciso momento storico in cui tutto il mondo è in rivolta contro le stragi compiute dalla polizia americana nei confronti degli afroamericani. Nel video, in cui il tempo scorre all’incontrario, Madonna è sia una delle vittime della strage che Madame X, in versione scrittrice; il rumore degli spari sovrasta spesso quello della musica, mentre la voce della Regina del Pop sussurra “This Is Your Wake Up Call” e “We Need To Wake Up”. God Control è un mezzo potentissimo attraverso cui risvegliare le coscienze e formare socialmente gli spettatori, senza cercare di addolcire la tremenda verità. Nella stanza di Madame X sono poi presenti simboli che mostrano le convinzioni della cantautrice: sulla parete sono presenti grandi foto della pittrice messicana Frida Kahlo, della scrittrice femminista francese Simone de Beauvoir e della scrittrice e attivista afroamericana Angela Davis, mentre accanto al letto c’è la scritta “Gli uomini bianchi etero dettano legge su tutto ciò che mi circonda”.

Complesso, sperimentale, interculturale, globalizzante, con un forte accento politico ed una deliberata volontà a far riflettere, Madame X è uno dei migliori dischi concepiti nell’ultimo decennio, e non penso di esagerare dicendo che solo un’artista della caratura di Madonna avrebbe potuto fare un album così polemizzante e fortemente anti-commerciale per il genere a cui appartiene. Un manifesto politico su tanto di ciò che non va bene al mondo, che ci ricorda ancora una volta che l’arte ha un intrinseco potere rivoluzionario e che l’artista può far accendere tale potere per dare il via alla ricerca della giustizia e della libertà. Quella libertà per la quale Madonna non scenderà mai a compromessi.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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