Home, di Julie Andrews

Pubblicato nel 2008, Home: A Memoir Of My Early Years è la prima parte della autobiografia di una delle più grandi attrici di sempre, Dame Julie Andrews.

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Home è stato un regalo meraviglioso, una lettura che si è rivelata molto più interessante di quanto chiunque, per quanto fan della sua autrice, possa immaginare prima di tuffarsi nelle pagine di queste memorie. Con una prosa scorrevole, cronologicamente lineare e ricca di aneddoti, Julie ci porta nella sua vita, dalla sua nascita nei territori dell’Inghilterra degli anni ’30, passando alla sua difficile infanzia, molto dura a causa di una situazione famigliare assai complicata, per arrivare fino al suo trasferimento in America, per girare, nella primavera del 1963, quel Mary Poppins che la consacrò come stella di Hollywood.

File:Richard Burton and Julie Andrews Camelot.JPG - Wikipedia
Con Richard Burton, nei panni di Ginevra in Camelot (1960-1962)

Home è stato descritto dal Sunday Express come “molto superiore alle usuali memorie sul mondo dello spettacolo”, ed è effettivamente così: Julie sembra trasparire attraverso i suoi ricordi, non ha paura di affrontare gli argomenti più insidiosi e di descrivere con onestà le sue relazioni con amici, fidanzati e familiari, riportando litigi, problemi, momenti felici, pensieri ed insicurezze, partendo dalla separazione dei genitori, passando per il ruolo centrale che ebbe la zia Joan, fino a mostrare la sua crescente maturazione e la raggiunta indipendenza, che va di pari passo con la sua crescita artistica.

File:Julie Andrews Rex Harrison My Fair Lady.JPG - Wikimedia Commons
Con Rex Harrison in My Fair Lady (1956-1958)

E dal punto di vista artistico Home è veramente un cimelio prezioso da conservare, perché concede uno sguardo interno su un mondo più difficilmente inquadrabile rispetto a quello cinematografico o televisivo: il mondo del teatro. Quello è il punto di partenza di Julie, bambina prodigio con una voce incredibile che prende parte agli spettacoli della madre, abile pianista, e del patrigno, cantante alcolista, per poi ottenere ruoli sempre più importanti fino a fare il suo debutto a Broadway nel 1954, a soli 19 anni. Proprio qui ci introduce a grandi personaggi, a uomini e donne che allora erano poco più che debuttanti e che ora sono leggende: il compositore Stephen Sondheim, premio Oscar, la comica e attrice Carol Burnette, grande amica di Julie, il famoso scrittore Terence White, autore della serie di romanzi Re in eterno da cui fu tratto un musical con Julie nel ruolo di Ginevra e tanti altri.

File:Julie Andrews Park Hyatt, Sydney, Australia 2013.jpg - Wikipedia

Fra prove estenuanti, canzoni meravigliose, preoccupazioni più o meno gravose di una vita piena di attività, il tuffo nei ricordi di Julie è qualcosa che vi trasmetterà molte sensazioni ed emozioni contrastanti e piacevoli: nostalgia forse per i vostri stessi ricordi, sicuramente curiosità, divertimento e stupore. Dopotutto stiamo parlando di una leggenda, che ha deciso di mettersi a nudo per ripercorrere tutto ciò che l’ha resa tale, tutto ciò che ha trasformato una bambina dalla famiglia disastrata in una delle più grandi interpreti di sempre. E, mi viene da aggiungere, se all’età di dieci anni canti per il Re e la Regina, e a venti ti trovi nel camerino Grace Kelly, direi che se lo sarebbe dovuto aspettare, che il palco, che così a lungo ha calcato, sarebbe diventato la sua vera Casa.

Post scriptum: Home Work: A Memoir of my Hollywood Years, seconda parte dell’autobiografia, è uscito nell’autunno del 2019, e ho tutte le intenzioni di leggerlo.

Pubblicato da byron1824

Booklover, movie addicted

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